Archive for ottobre 2010

La Psichiatra
 

Diffido, istintivamente, dei romanzi troppo strombazzati dalle case editrici, ma ritengo che La Psichiatra (cliccate sul titolo) non sia privo di un suo labirintico charme. Il vostro giudizio?

Sole senza nessuno
 

 Ha esordito con La casa madre la scrittrice romana Letizia Muratori e ora – sempre per i tipi di Adelphi – ha pubblicato Sole senza nessuno (pp.133, euro 16) un romanzo molto toccante che esplora il mondo della solitudine femminile, pur incastonandola dentro temi comunemente giudicati fatui, come quello della moda  e delle indossatrici.
«Mi hanno ispirata delle parenti illustri – ha affermato la scrittrice nel corso di una intervista -. Da tempo volevo raccontare una storia di moda. Anche perché le sorelle Fontana sono mie prozie: Roberta, la figlia di Giovanna è mia zia. Con mia cugina Cristina, ora critico d’arte e curatrice della fondazione Fontana, andavamo nell’atelier di via San Sebastianello, su piazza di Spagna. I luoghi raccontati nel romanzo sono veri, ma i personaggi inventati: non c’è mai stata una première con una figlia dalle sorelle Fontana».
Siamo negli anni Sessanta, ma l’autrice riesce a dribblare qualsiasi retroterra politico, facendoci simpatizzare con Emilia, la protagonista ex modella – presentata a mezzo di flash back – in varie epoche della sua vita. Un po’ è come se la conoscessimo a strati, imparando da lei sia i  capricci di Audry Hepburn e di Ava Gardner che il carattere delle donne di quel tempo, abitate da una certa rassegnazione, da un tocco di femminilità, ben lontano dal fatalismo nei confronti  delle nostre contemporanee.
Quando meno se lo aspettava – ormai sessantenne, anche se ancora affascinante – Emilia riceve una strana proposta di lavoro dall’ineffabile signor Murita. Si tratterebbe di organizzare finti matrimoni per i giapponesi, curandone i minimi particolari dagli abiti alla coreografia non escluse le settantadue ore che alcuni turisti giapponesi amano trascorrere a Roma per ricevere, in una cerimonia col valore di un matrimonio esotico, la benedizione della chiesa Cattolica. Insomma, questo nuovo lavoro consisterebbe nella parodia di una vera cerimonia nuziale.
Comprensibili le perplessità di Emilia che pure si lascia convincere sfogliando l’album che le era stato affidato. («…mi si parò davanti l’immagine di una ragazzina giapponese ossigenata, spettinata col velo di tulle che le stava scivolando via dalla nuca. Vicino a lei non c’era lo sposo, il fidanzato benedetto o quello che era, ma un vigile urbano, che le stringeva forte il gomito. Alle loro spalle s’intravedevano transenne, forse dovevano restare libere. Quella scena di rabbia pietrificata mi mise addosso una pena tale che non ci fu bisogno di esaminare altro…»
Basta poco perché il senso estetico e l’umanità della nostra protagonista l’inducano ad impietosirsi, nel contempo mettendola di fronte al suo matrimonio col fedifrago Paolo e soprattutto al segreto che ne ha decretato la fine.
Un segreto drammatico che occhieggia man mano nella pagina, spalmato fra le righe con sofferte sottigliezze dall’autrice. Proprio perché è un afflato d’ombra, un mistero, siamo ben lontani dal rivelarlo, lasciando al lettore l’incuriosito compito di arrivare fino alla fine, sempre più addentrandosi dentro le pieghe dell’animo di una donna, delle sue malinconie, delle sue insanabili ferite.
Si legge tutto d’un fiato, non solo per la piccola mole, soprattutto per il coinvolgente contenuto.
Grazia Giordani

 


Matteo Collura

Eccezionale
 

Veramente un'opera eccezionale – Il gioco delle parti –  il nuovo saggio più che biografia di Matteo Collura. Se v'interessa potete leggere qui.

Ancora Irène
 

Sì, mi è capitato di nuovo in mano un libro per cui vale ancora la pena di proseguirne la lettura. Non è certo un capolavoro come Suite francese e altre opere di Irène Némirovsky, ma anche Il malinteso ha un suo fascino romantico e sociale, soprattutto se pensiamo alla giovane età dell'autrice che lo scrisse poco più che ventenne.

Momenti
 

Ci sono momenti della vita in cui si diventa incontentabili in fatto di letture.
Si accatastano sulla mia scrivania i libri inviati dalle case editrici. Gli incipit non mi soddisfano e ne sfoglio altri, nella speranza di trovare qualcosa di veramente accattivante.
Ma sono solo momenti…


Alexander Lernet-Holenia

 

immagine dal web
 

Da tempo sono persuasa del fatto che scrittori come Lernet-Holenia meriterebbero un ripescaggio più forte da parte dell'editoria e della critica. Per questo ritengo lodevole l'impegno di Adelphi che ne sta riproponendo l'opera omnia. A suo tempo ho recensito Il venti di luglio di cui potete leggere qui.
Ora, sto leggendo con vivo interesse: Ero Jack Mortimer che vi consiglio per l'elegante e strepitoso ritmo di scrittura. Vi sembra di vivere dentro un film anni Trenta. E, in effetti, proprio in quegli anni ne furono tratte due riduzioni cinematografiche che mi piacerebbe tanto vedere.

Sciascia postumo
 

Durante il mio lungo periodo estivo al mare – inviando al giornale i miei pezzi con un poco agevole net book – mi sono occupata anche degli inediti di Sciascia, pubblicati da Adelphi, traendone l'opinione che non si dovrebbe dare a tutti i costi alle stampe anche gli scritti che l'autore aveva messo da parte. Se siete interessati, potete leggermi qui. L'articolo è uscito nei consueti tre quotidiani venrdì 30 luglio 2010.