Archive for settembre 2007

Il Presidente

Sebbene il miglior Simenon ci sembri essere quello di romanzi inquietanti e abitati da un particolare, inconfondibile mistero come La camera azzurra  o La casa sul canale o la neve era sporca, solo per citarvene alcuni a caso, e non trascurando nemmeno il pregevole ciclo dei Maigret, abbiamo trovato interessante anche un suo romnzo di ispirazione politica di cui potete leggere qui

Un cane da concerto

Non lasciatevi fuorviare dal titolo ! So bene che ci sono sedicenti artisti che si rivelano essere cani in quanto a qualità, ma questa volta vi parlo di artisti di talento e il cane da concerto è un quadrupede reale, un delizioso barboncino, candido e piumosetto come un pélouche. Ma, andiamo per gradi. Ieri pomeriggio, in Abbazia della Vangadizza a Badia, abbiamo potuto assistere a un pregevole concerto lirico "Tre voci per una divina", in onore di Maria Callas. Tiziana Vianello, direttore artistico, un tempo soprano alla Fenice di Venezia, ha fatto mirabilia, affidando a Cristina Chinaglia il compito di un excursus sulla vita dell’indimenticabile Maria e alle tre voci di Alessia Warden (soprano leggero); Chiara Angella (soprano drammatico) e Silvia Regazzo (mezzo soprano), un percorso di canto veramente aderente alla carriera della Divina. E il cane? Il cane, il dolcissimo e    fedele compagno della Warden, era fra il pubblico, accoccolato per terra, muto, forse un po’ insonnolito, pronto a riscuotersi solo ai gorgheggi e agli acuti più fragorosi, percorso da una vibrazione impercettibile, come se la musica lo esaltasse, regalandogli un trattenuto sballo.Un barboncino intenditore, abituato a Verdi e Bellini, degustatore di Cilea e Rossini, un "cane da concerto", insomma. Proprio così.

Se vi resta un minuto, provate a leggere qui il mio pensiero sul gustoso romanzo di Marco Vichi,  pubblicato pochi giorni fa in Arena, Giornale di Vicenza e Bresciaoggi.

Il "retromostra"

Come esiste un retropalco e un retropensiero – e potremmo continuare all’infinito, visto che ogni evenienza della vita può avere un suo retrostante – più che mai ieri, invitata alla conferenza stampa per la mostra ferrarese di Cosmè Tura,  ho avvertito lo spirito della retromostra, ovvero di quanto esula dal pathos inquietante del talento di un artista che molta della sua vis pittorica ha saputo attingere dai fiamminghi. Quindi, il fascino lievemente "demoniaco" di Tura, anche nel divino, non è stato il mio interesse dominante, ieri pomeriggio, distratta dalla barbosa lungaggine degli oratori che si parlavano addosso con sbrodolamenti allucinanti e dai flash umoristici che hanno attraversato l’ottimo pranzo, quasi in ore pomeridiane. Intendo l’abbigliamento di alcune giornaliste, munite di cappellini di paglia e ombrellini (non pioveva!), tanto che sembravano uscite da quadri di un modesto impressionista e mi riferisco anche a una collega americana che mi ha chiesto se la mia salvietta di carta era "ancora pulita", perché – vivendo sola – le sarebbe stata molto utile. In questo caso, un umorismo triste, nell’ ansia di "monosalviette"… Non ultimo rilievo, quello di simpatici giornalisti veneziani che se ne sono tornati a casa con un bel pacchetto di pane ferrarese, raccolto dal tavolo, perché "piace tanto a papà…" Queste quisquilie mi hanno distratta, divertendomi. Spicchi di quotidianità piccola, ritagli minori di vita spicciola a incorniciare una mostraa grande.

Grazie

Innanzi tutto grazie per i validi contributi al mio programma di lezioni sulla Letteratura d’amore. Sarà come avervi idealmente al mio fianco, tanto vi sentirò vicini parlando di Emily Dickinson, delle Sorelle Bronte, di Goethe o di Marai, solo per citare alcuni dei vostri preziosi suggerimenti.

Mi farebbe inoltre piacere che leggeste il mio pezzo pubblicato giorni fa ne L’Arena, I Giornale di Vicenza e Bresciaoggi , inerente il nuovo saggio dell’amico Matteo Collura.

Eccolo qui

Mi piacerebbe…

Mi piacerebbe conoscere una vostra lista di preferenze sui romanzi d’amore che avete maggiormente apprezzato. Mi serve per motivi di studio. Grazie da Grazia.

La figlia perfetta

Veramente un librino molto gustoso quello che Guanda ci ha offerto questa estate di Anne Tyler. Se siete interessati, potete leggerne qui

Venerdì 7 Settembre 2007 (Pubblicato nelle pagine culturali de L’Arena, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi) 

 THRILLER. «MORTE DI UN DISSIDENTE»

Il caso Litvinenko raccontato da due testimoni

Va da sé che un thriller-verità faccia più effetto ed abbia maggior presa sul lettore di una storia inventata. Se teatro della vicenda è poi una terra enigmatica e votata all’atavico segreto come la Russia la curiosità si fa ancora più accesa, proprio perché a descrivere la storia intarsiata di cruenti enigmi di cui fu protagonista Alexander Litvinenko, a partire dal suo lavoro in patria per l’FSB (succeduto al KGB) per giungere alla sua fuga prima in Turchia e poi a Londra, sottolineando l’impegno posto in atto per smascherare i delitti e il gioco sporco dell’FSB, fino all’avvelenamento del 2006, saranno due testimoni eccezionali degli avvenimenti, nelle pagine di «Morte di un dissidente» (Longanesi, pp. 384, euro 16, 60, trad. di Sergio Mancini). A far luce sui misteri legati alla vita e alla morte di un personaggio così controverso, sono quindi Alex Goldfarb (dissidente russo espatriato negli anni Settanta, amico di Litvinenko negli anni Novanta, nel 2000 compagno dell’ ex spia e della sua famiglia nella drammatica fuga) e Marina Litvinenko, vedova di Alexander di cui fu la più intima confidente.

Il taglio letterario è quello di un thriller politico, fitto di dialoghi riportati dai protagonisti, capace di farci entrare in un Cremlino, abitato dalle grandi trame industriali e dal conflitto ceceno, sopraffatto dal dominio forte di Vladimir Putin, tanto che l’autore non esiterà a sostenere la sua tesi per cui: «L’omicidio di Litvinenko definirà la presidenza Putin come la restaurazione del potere del KGB in Russia; egli ha tentato di provarlo mentre era in vita, riuscendoci purtroppo solo con la sua morte».

E Goldfarb non si limita a spiegarlo nero su bianco, ma sarà in Italia dal 12 al 18 settembre con la coautrice Litvinenko, deciso a non demordere dalla lotta per la verità.  (g.g.)