Archive for maggio 2005

Terza edizione di Stagionalia

E’ stata una giornata molto piena e festosa per giuria (Matteo Collura presidente, Albero Cappi, Grazia Giordani, Gianna Vancini) e foltissimo numero di partecipanti, nella sontuosa cornice di Villa Schiavi a Sermide (MN). Un premio ideato dalla coordinatrice Paola Longhini Fornasa, fortemente appoggiata dall’Università Aperta di Sermide, dal Lions Club di Ostiglia e dal Comune del simpatico e accogliente paese mantovano. Ai premi più importanti, in danaro, si sono aggiunti quelli speciali della giuria, premi legati all’arte, molte segnalazioni e menzioni. L’edizione di Stagionalia ha cadenza biennale.

Sezione prosa. Primo Premio: Un’eredità di cieli (Romana Morelli);  Secondo Premio: X compreso tra materia ed infinito. (Alan Beccari)

Sezione Poesia. Primo Premio. Ottobre (Daniela Raimondi) ; Secondo Premio: Onirica Stagione (Paolo Ferraresi)                        

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Stagionalia

Oggi, alle 16, sarò a Sermide (Mn) per la premiazione dello Stagionalia di cui in passato ho pubblicato il bando. Prossimamente avrete dettagliate notizie. Buona domenica a tutti voi, g*.

Cronaca di poveri amanti

Apprendiamo che – secondo un sondaggio promosso dalla rivista Explora sui costumi sessuali degli italiani – la maglia nera toccherebbe ai veneti, interessati molto più al lavoro e agli affari che alla passione. I più focosi sembrerebbero essere i toscani, seguiti dai friulani e poi dagli emiliani. I veneti (ma vi sembra giusto fare di ogni erba un  fascio?) non hanno tempo da perdere, nemmeno per divertirsi. Dobbiamo fidarci ciecamente dei sondaggi? Mah, chissà?

Ridere a bocca aperta

C’era un tempo in cui si insegnava alle signore e signorine a sorridere con garbo. Oggi, s’insegna a ridere a bocca aperta, lo apprendiamo da un articolo comparso ieri nel Corriere della Sera. Sembra, infatti che la risata faccia bene al cuore, al morale, ai rapporti col prossimo. Sembra, addirittura, che una bella rista attivi i processi digestivi (che sia dunque anche lassativa?)  e che procuri benesssere alla pressione arteriosa. Ma, non posso tenermi dal rilevare: la risata a pioggia, senza sostanziosi contenuti non corre il rischio di farci apparire un po’ scimuniti? Come in tutte le cose della vita, dovremmo ridere e sorridere quando è il caso, senza strafare.

Casalinghe scrittrici alla riscossa !

Sembrerebbe proprio che in molte csalinghe – se non proprio in tutte! – si nasconda l’animo di una scrittrice. Questo, almeno, è il parere di Isabella Bossi Fedrigotti che, nelle pagine culturali del Corriere della Sera di ieri, ci parla di "Voci di casa", il premio letterario bandito dal movimento italiano casalinghe e casalinghi. La risposta è stata travolgente – soprattutto al femminile, ma anche i casalinghi si sono fatti sentire, da tutte le regioni d’Italia. Unica condizione per partecipare al premio è stata quella dell’ effettiva cura della famiglia da parte dei partecipanti. Dicono che abbia prevalso la poesia. Non vi sarà premio in danaro, ma un piccolo gioiello, che parrebbe essere una spilla "ambisex". Gli scritti migliori verranno raccolti in volume e la premiazione sarà l’11 novembre, a Roma, in Campidoglio.

Caccia ai talenti nascosti

Si chiama talent spotting, è una nuova professione di scopritori di talenti nascosti. Infatti, i talenti sono sempre più importanti per le aziende, soprattutto se di vaste dimensioni. In passato erano meno indispensabili – a parere degli esperti – perché le economie erano meno aperte, c’era meno concorrenza. Oggi, in un contesto  competitivo duro, i talenti sbocciano e contano sempre di più. Sembra, addirittura, che le buone imprese siano tali perché trovano, attraggono e premiano i più capaci. Per cui nel mondo si è scatenata proprio una "guerra per i talenti". Per l’Italia è un fenomeno nuovo, non avendo mai avuto la nostra nazione tendenza a premiare la meritocrazia. Purtroppo – dobbiamo ammetterlo – in patria la cooptazione, il nepotismo, la cordata politica hanno sempre prevalso. Un individuo di talento – stando ancora al parere degli addetti ai lavori – ha caratteristiche ricorrenti. E’ innovativo e determinato. Ha una curiosità che sta alla base del suo pensiero e della sua attività e lo rende quasi monomaniaco: non  si stanca finché non ha raggiunto il risultato; ha una forma mentis particolare: è dissonante e non plasmabile da altri, non ricalca cliché risaputi, prescinde dai canoni. Spesso vede cose invisibili alla maggioranza, quasi avesse un terzo occhio. Il talento, però, deve essere riconosciuto non può rimanere un "genio incompreso". La "guerra per i talenti" va combattuta con raziocinio, con equilibrio, e che l’Italia e l’Europa se ne siano accorte – sulle orme di America, Cina e India – è una buona cosa, pur cercando di driblare i rischi di sovraffollare di talenti una piccola industria, incappando nel pericolo della confusione e del gioco allo scavalcarsi, pericoloso forse più della penuria di talenti.

Fame di cronaca nera

Mi ha colpito l’opinione di Vittorino Andreoli, psichiatra e scrittore, espressa nella rubrica che conduce nelle pagine di Io donna, il femminile del "Corriere della sera". Secondo le statistiche: "in Italia vengono commessi ogni anno dai 1.300 ai 1.450 omicidi. Eppure – afferma lo psichiatra – solo sei o sette restano a lungo protagonisti della cronaca e delle conversazioni della gente". Sembra che quelli maggiormente gettonati dalla curiosità del pubblico siano i delitti a carattere sessuale (mostro di Firenze, serial killer, delitto Pasolini) o legati alla famiglia (Erika e Omar, il caso di Cogne). Secondo Andreoli sono soprattutto seguiti i delitti possibili, quelli che potrebbero capitare a tutti noi, non lontani dal vissuto o dalle fantasie dell’umanità, nel suo complesso. In effetti, a conforto della teoria dell’autorevole scienziato, leggendo quel capolavoro sempre verde che è "Delitto e castigo", non avete mai pensato al rivelarsi – soltanto letterario e fantastico, naturalmente – dell’animo criminale di Dostoevskij che così imperversa contro l’usuraia, lui che di usurai ne aveva conosciuti a bizzeffe? E’ lo stesso processo di identificazione – ribadisce Andreoli – che scatta nei bambini con le fiabe. A questo proposito, devo proprio aggiungere, che so per certo di finali di favole cambiati per bambini suggestionabili (vedasi Cappuccetto rosso). Purtroppo, coi delitti reali non possiamo fare altrettanto.