Archive for giugno 2007

Vacanze

Domani parto per le mie consuete vacanze marine, lasciando a tutti voi un affettuoso abbraccio, g*

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Ribellioni di donne

Ci sembra proprio che in questi ultimi anni la letteratura nel “pianeta donna” vada prendendo un aspetto di denuncia e quindi di rivalsa, facendo suonare la grancassa della ribellione alla sofferenza provocata da situazioni di perfidia coniugale. Una delle prime voci di protesta è stata quella di Catherine Dunne che nel 2001 per i tipi di Guanda ha pubblicato il fortunatissimo romanzo d’esordio La metà di niente, ora giunto alla decima edizione (e della stessa autrice dublinese è uscito ora Un mondo ignorato dove lo sguardo si allarga a più vasti orizzonti, uscendo dal mondo strettamente femminile). Nella sua opera prima la Dunne tratta il tema drammatico di una donna che di punto in bianco – senza avvisaglie di preavviso – si trova sola, senza mezzi di sostentamento e con una famiglia da portare avanti. L’autrice crea un abile gioco di rimandi tra presente e passato, fatto di lacrime e desiderio di andare avanti a tutti i costi, tesaurizzando risorse dimenticate che le faranno imboccare la consolazione di una strada nuova lastricata di coraggiose rivalse.Fresco di stampa, ora abbiamo fra le mani Picchiata (Titolo originale: “Battue”, Tea, pp.210, euro 8, trad..Susanna Sinigaglia) di Marguerite Binoix, l’insegnante di letteratura francese, madre di due figlie, ora felicemente risposata, lontana dall’uomo che tanto la fece soffrire. Veramente incline a suscitare la nostra compartecipe indignazione questo romanzo-verità che pone in luce con la terribile esperienza patita dall’autrice, anche la denuncia sconvolgente di una realtà nascosta e forse sottovalutata. Marguerite Binoix che credeva, nell’incipit del matrimonio, di essersi sposata con un uomo dolce ed affettuoso, si accorge di aver unito il suo destino a quello di un essere mostruoso che scarica sulle spalle della moglie le sue pericolose nevrosi e la responsabilità di ogni tipo di problema, oltraggiandola con continue violenze, e ricatti. La protagonista di questa dolorosa storia opta per il silenzio, sperando in una redenzione e in un ravvedimento del marito carnefice. La passività del suo martirio la condurrà sull’orlo del suicidio. Giunta a questo passo estremo – dopo ben venti anni di sofferenze – Marguerite si persuade di essere entrata in un tunnel perverso, senza speranza di salvezza e trova quindi finalmente il coraggio di rompere il proprio isolamento, entrando in contatto con altre donne oggetto di violenze, raggiungendo quindi la propria salvifica libertà.Dopo questa sconvolgente lettura, non si può restare indifferenti alla notizia che nel nostro Paese non esistono leggi o organismi ufficiali per combattere il fenomeno e che non esiste nemmeno una letteratura adeguata sul problema, né vengono eseguite campagne informative o di sensibilizzazione. Eppure, in Italia i crimini di famiglia rappresentano, negli ultimi anni, il primo o il secondo ambito di morte per omicidio, insieme ai delitti di mafia. L’ISTAT non è  in grado di realizzare statistiche circa il fenomeno, perché i crimini in famiglia non vengono mai classificati come “violenza sulle donne”, ma come frutto di raptus inspiegabili, delitti per interesse o altro, anche quando ci sono evidenti tracce di maltrattamenti. Purtroppo, la violenza degli uomini contro le donne è una realtà storica tacitamente accettata. Non strettamente legato al tema dell’abbandono o peggio delle violenze fin qui trattato dalla Dunne e dalla Binoix, ma pure sempre inerente le difficoltà di coppia, vediamo Abbracciami ancora di Silvia Brena (Salani, pp.338, euro 16,50). L’autrice quarantottenne, che ha lanciato Cosmopolitan ed è stata vicedirettore di Io Donna, in questo suo saggio ci presenta ventidue personaggi di spicco della scena culturale politica e sociale italiana, rivelando gioie e frustrazioni della vita di coppia, sottolineando i motivi della durata o della fine di un  sentimento così importante come quello dell’amore, offrendoci anche una parola di speranza, insomma, una sorsata di consolazione, dopo aver letto i due romanzi di cui abbiamo più sopra parlato.

Grazia Giordani

Appena tornata…

da un bel viaggio tra Francia e Spagna, ho trovato pubblicata ne L’Arena di sabato scorso la mia recensione di un’appassionante detective story che vi ripropongo qui. Buona lettura. A presto, g*