Archive for maggio 2009

"La bellezza salverà il mondo".

(F.Dostoevskij)

Il giorno dell’indipendenza

Un romanzo originale, un po’ sopra le righe, "storia di un investimento affettivo ad alto rischio", come lo ha definito l’autrice stessa. Se vi interessa la letteratura inquietante e volete saperne di più, potete leggermi qui

 

 

Ultimi appuntamenti Déco

Venerdì 29 maggio ore 21

A ritmo del grammofono Concerto jazz

Original Perdido Jazz Band

La più longeva Jazz Band d’Italia

Villa Badoer

Fratta Polesine (RO)

Mercoledì 10 giugno ore 21

Ondeggiano i letti di rose

Michela Remor soprano

Musiche di Martucci, Tosti, Pizzetti, Respighi

Introduzione di Alessandro Zattarin

Sala degli Arazzi

Accademia dei Concordi

Piazza Vittorio Emanuele II, 14

Rovigo

Venerdì 12 giugno ore 21

Quando le donne si scoprirono dive

Valeria Palumbo

giornalista saggista caporedattrice de "L’Europeo"

Cortile di Palazzo Roverella

Via laurenti 8/10, Rovigo

Venerdì 19 giugno ore 21

I miti del Dixieland

Concerto jazz

Tom KIrkpatrik & Wonderbrass

Cortile di Palazzo Roverella

Rovigo

Ancora intorno al Déco

Sempre nell’ambito degli eventi legati all’importante mostra rodigina che sta riscuotendo tanto successo, martedì 26 maggio, ore 21,  nella prestigiosa Sala degli Arazzi dell’Accademia dei Concordi  – col titolo di  O falce di luna calante – canterà il mezzosoprano Silvia Regazzo, accompagnata al pianoforte da Marina D’Ambrosio. Musiche di Hahn, Tosti, Respighi, Pulenc, Britten. Introduzione all’ascolto Alessandro Zattarin.

 

Eventi di maggio intorno al Déco

L’architettura in Italia negli anni ’30: Piacentini, Moretti, Ponti, Terragni, Pagano.

Venerdì 22 maggio ore 18, 30

Paolo Nicoloso, studioso dell’architettura italiana degli anni ’20 e ’30, parlerà in Accademia dei Concordi, Piazza Vittorio Emanuele II 14, Rovigo

Nell’orbita del Déco

 

(Trio Radio Marelli)

(Alma Swing)

Continuano gli eventi d’eccezione a far da corona alla visitatissima mostra rodigina sul Déco. Venerdì scorso la mitica Villa Badoera a Fratta è stata teatro di un’esecuzione musicale – anni ’20 –  più che piacevole. Nelle mura palladiane hanno risuonato le voci e gli strumenti del Trio Radio Marelli e le l’originale performance degli Alma Swing. Una serata indimenticabile che avrebbe divertito persino i redivivi nobili Badoer, antichi proprietari dell’incantevole villa.

Intorno al Déco

 A nostro avviso, il grande successo di «Déco Arte in Italia 1919-1939» (40 mila visitatori tra Palazzo Roverella a Rovigo e Villa Badoer a Fratta a soli tre mesi dall’apertura) si deve all’intelligente estensione del tema – quello del Déco – che assembla un nuovo gusto estetico, piuttosto duttile a cui Accademia dei Concordi, Cariparo e Comune di Rovigo, promotori dell’evento, hanno voluto aggiungere una vera rosa di incontri di approfondimento con importanti personalità della critica e del giornalismo, con concerti di musica classica e jazz. L’estensione di un evento può forse far incorrere nella distorsione del tema centrale, ma regala pur sempre festoso richiamo nei confronti del Déco, vero cuore degli avvenimenti. Sviluppatasi negli anni Venti, questa nuova tendenza era maturata nei Trenta, traendo ispirazione da varie fonti, compresi gli aspetti più severi dell’Art Nouveau, dal Cubismo, dai Balletti Russi, dall’arte degli indiani d’America e dal Bauhaus, incline alla simmetria e alle forme rettilinee, rispondendo alle richieste della macchina e dei nuovi materiali con l’assunto ultimo di porre fine al conflitto tra arte e industria.
Dopo l’anteprima condotta da Vittorio Sgarbi, è stato il critico e storico dell’arte Beatrice Buscaroli, commissario della Biennale di Venezia, a parlarci – in Sala degli Arazzi, nella Concordiana rodigina – di «1919-1939 Tra Futurismo e Déco», un tema specifico e nel contempo vasto che ha posto in luce il sottile fil rouge che imparenta il Futurismo al Déco e viceversa, ovvero i tre punti basilari di contatto che appartengono ad entrambi: il mito della macchina, la geometria e l’arte per tutti.
Confortata da diapositive, la brava relatrice ha offerto al folto uditorio un colto excursus dentro la nascita del Futurismo, a partire dalle bizzarre vicende del primo proclama, comparso sull’importante quotidiano francese «Le Figaro» il 20 febbraio 1909 a causa della superstizione di Marinetti – fondatore del movimento – che riteneva nefasta la coincidenza dell’uscita con il 1908, anno del terremoto di Messina. Il manifesto si è divulgato poi anche nei quotidiani italiani tra Bologna, Verona e Mantova. «A Milano – ha sottolineato Beatrice Buscaroli – Marinetti ha trovato il seguito di un pifferaio magico, poiché il Futurismo ruota soprattutto attorno al suo fondatore che segue generosamente i proseliti di un movimento che si diffonde in tutto il mondo, persino nelle isole caraibiche. Modernismo e modernità sono i due elementi che i due movimenti hanno veramente in comune, comprensivo di cinema, automobile, moda, grande architettura newyorkese. Nel 1910 avremo i primi manifesti tecnici. Nel 1912 il primo manifesto della letteratura sperimentale, con l’invenzione della “parolibera”». Balla, Boccioni e Severini saranno i grandi seguaci di Marinetti.
La relatrice ha offerto un esaustivo quadro di concomitanze tra Déco e Futurismo, passando anche attraverso l’architettura di Sant’Elia, la musica di Francesco Balilla Pratella, sottolineando come non ci fosse “gerarchia” e come, in entrambi i movimenti, l’arte fosse aperta a tutti, con il comune assunto di «ricostruire il mondo rallegrandolo».
«Purtroppo – ha sottolineato in chiusura – siamo l’unico Paese che ha fatto distruggere i capolavori razionalisti, testimonianza di un’epoca che ponevano in luce gli ideali dell’uomo nuovo.»
Grazia Giordani