Archive for maggio 2003

Adoro il sabato! Vorrei una settimana con più sabati. Mi piace l’atmosfera “raccolta” della mia famiglia; gustare i pranzetti preparati con maggior cura; le letture comuni; le brevi passeggiate in campagna o lungo il fiume. Spesso, con la fantasia, “restauriamo” case abbandonate, soffocate dentro un’ invasiva vegetazione, presi dall’aria “gotica” che assumono: piacerebbero a Pupi Avati per un suo film nero di arcane magie. La felicità è fatta di cose piccole, di impercettibili palpiti da condividere insieme. Un abbraccio da Gardenia.

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Ieri sera siamo stati ospiti – in una villa da sogno – di un’amica coetanea di mia madre. Sembrava auscita da un film di altri tempi, parlava come un’attrice di teatro, sbandierava la sua ricchezza e un passato romanzesco. In lei vi era qualcosa di ipertrofico, esagerato. Eppure, quello che mi ha maggiormente colpito è stata la sua solitudine.

Raccontacelo come sai

raccontarlo solo tu….

«Raccontacelo come sai raccontarlo solo tu» – mi scrive un amico caro nell’ultimo post pubblicato, e qualcosa di simile mi chiedono per telefono e mails altre persone amiche. E allora, eccomi. Avete presente la Rosina del Barbiere di Siviglia che alla richiesta di porgere uno scritto, gorgheggia: «Un biglietto? Eccolo qua…».

Io non gorgheggio, ma mi appresto a scrivervi ancora qualcosa.

In quanto a Porto Viro, la serata è stata pubblica ed intima nel contempo, per il forte afflusso di un calorosissimo pubblico, convocato nel magico “salotto”allestito nelle stanze del municipio, predisposte per gli incontri, con un divano in stile ottocentesco, un intervistatore di rara bravura che (bontà sua!) aveva letto molte cose mie e con stacchetti musicali anni Sessanta, impreziositi dalla voce di una brava cantante.

In quanto a Verona, tutto è coinvolgente e speciale, quando ricevo l’invito.

Intanto il tragitto in pullman, l’avvicendarsi, nel corso dei miei molteplici viaggi effettuati nel corso di lunghi anni, degli autisti: il cordialone, il taciturno, il nervosetto, tutti ormai amici degli habitué che salutano per nome. E soprattutto i “caratteri” di viaggiatori, alcuni semidormienti, ma – per la maggior parte – propensi ad esternare le loro solitudini.

Ieri, è salito a Bovolone un ragazzetto che tutti davano segno di conoscere, molto semplice, che si lamentava: «A ne riesso a trovare ‘na dona, parché s ne gò l’automobile – Non riesco a trovare una donna perché non ho l’automobile». Quando dal fondo della corriera, un impietoso gli ha risposto: «No te tela cataressi gnan sa te guidassi un tir – Non la troveresti, nemmeno se guidassi un tir», una vecchietta si è alzata, gli si è seduta accanto e lo ha consolato: «Sta mia scoltarlo, te vedarè che ‘na dona la ghè anca par ti – Non ascoltarlo, vedrai che una donna c’è anche per te».

Verona è sempre un incanto.

Mi piace sorseggiare l’aperitivo in Piazza Brà, immersa in un’esplosione di sole e un brulicare difforme di turisti, col piattino di arachidi visitato da un passerotto che viene a cibarsi senza timidezza, partecipe a quel delizioso quadro di mobile vita.

I risottini sono sempre fragranti. La conversazione emozionante. Le vetrine chiamano a gran voce… E l’Adige, saggiamente, continua a scorrere tagliando in due la romantica città, cara a Catullo, a Salgari, a Barbarani, dove l’ombra di Giulietta e Romeo vaga ancora sotto gli androni, mentre l’Arena, con indifferenza di pietra, guarda la millenaria vita che le scorre intorno, quel mobile formicaio di umanità multicolore.

Oggi a Verona ho trascorso una giornata speciale e piena di soddisfazioni. Non solo lavoro, anche un pranzo delizioso, guardata a vista dall’ Arena che – consapevole del suo millenario fascino – non mi perdeva d’occhio … Pensieri dolcissimi trdopomeridiani agli amici cari, miei compagni di viaggio, Gardenia.

Da un po’ di tempo mi invitano a parlare della mia attività letteraria e, in genere, avverto un certo imbarazzo, poiché è più facile parlare di altri che di se stessi. Però, devo ammettere che questa volta è stata una serata speciale. Intanto, il tragitto per raggiungere Porto Viro, costeggiando specchi d’acqua valliva illuminati prima dai bagliori del tramonto e quindi trafitti dalle luci guizzanti della notte. Poi, il calore di un’accoglienza vivissima in un “salotto letterario” aperto ad un pubblico eccezionale che dava segno di sapere molto sul mio conto e sulla mia scrittura. E’ stato piacevolissimo ed è con ancora questo clima di festa negli occhi e nel cuore, che vi porgo una speciale e dolce buonanotte, Gardenia.

Passeggiando lungo l’Adigetto, velato da una foschia dolce, si avverte già il profumo dei tigli che iniziano a fiorire. Nei giorni di avanzata primavera era bello occupare i vecchi sedili di pietra, seguite – mia madre ed io – dal grasso micio di casa (dalle abitudini di gatto-cane) che saliva ad attenderci pazientemente sugli alberi, vegliando dall’alto sulle nostre conversazioni e le nostre letture. Quanti ricordi può evocarci un profumo! Proust, in materia, mirabilmente docet…

Ieri ho condotto un premio letterario in provincia di Mantova. Clima gioioso, partecipanti da tutte le parti d’Italia: la più anziana novantaduenne, il più giovane quattordicenne. Italiani tutti scrittori, speriamo perseveri anche qualche lettore …