Archive for settembre 2004

Della falsità

«Nessuno può mostrare  troppo a lungo una faccia a se stesso e un’altra alla gente senza finire col non sapere più quale sia quella vera.»

(N. Hawthorne)

Se avete voglia di concedervi una gitarella rodigina, vi segnalo l’originale mostra che si terrà, fino alla fine di ottobre, nella suggestiva cornice del «Museo dei Grandi Fiumi», sul tema della Creazione. Grandi pittori e illustratori di tutte le parti del mondo partecipano a questa raffinata esposizione sull’incipit della vita, difficile da dimostrare a rigor di logica, quindi affidato alla magia dell’Arte.

«Ho avuto un istante di grande pace. Forse è questa la felicità.»

(Virginia Woolf, 1882-1941)

Ho quasi finito la lettura di Troppo amore, opera di Almudena Grandes. A giorni invierò la recensione al giornale cui collaboro. Queste scrittrici "erotiche" spesso mi sembra calchino la mano col preciso intento di "épater le bourgeois", pur essendo belle penne, donne acute, attente alle sfumature dell’anima, non solo al fuoco dei sensi. Mah, chissà?

***

L’amore è cosa lieve, tu lo sai.

Basta un nulla, e si alza, si solleva:

sembra farsi più grande, e invece sta

soltanto per lasciarti, dileguandosi.

 

Che il due si faccia uno e l’uno due,

e il due di nuovo uno e così via,

è il ritmo dell’amore, la sua antica

ragione, la sua umile follia.

(Tristano)

Tratto da Tre poeti, Altro Parnaso, pp.167  € 7

Due importanti annunci

Ricevo da Tristano una squisita silloge, opera di tre poeti di qualità, fra cui il nostro compagno di blog (Tre poeti – Giangiacomo Amoretti, Giannino Balbis, Giorgio Bàrberi Squarotti – Altro Parnaso, pp.167, € 7). Elegante per estrema semplicità nella veste grafica, questa raccolta di versi ci regala tre cifre letterarie veramente personali e quindi tre modi differenti di vivere la magia della parola, quella naturalmente dotata del raro talento di chi sa sublimare le emozioni in assoluto lirico.

Girovagare nel mondo-blog può procurarci felici incontri, casuali, fortuiti, ma non per questo meno interessanti. A questo proposito, vorrei segnalarvi la scoperta di Underground, ospitato in Polentaecammelli, nato dalla fantastica penna di Topox. Colpita dalla sua originale scrittura, ho pubblicato pochi giorni fa il suo racconto Il solco ne “la Repubblica Veneta”. Se vi fa piacere, potete leggerlo qui

Ieri è stata per me una giornata particolarmente divertente. Amo molto Verona e quando la raggiungo per incontare il "capo" della pagina culturale cui collaboro, per ritirare i libri da recensire, per me il piacere aumenta, perché questo mio hobby di collaborazione letteraria mi entusiasma veramente. Allora, la partenza è avvenuta sotto una pioggia battente. Non sapendo guidare l’auto, il pullman è il mio fido alleato in queste occasioni. All’andata eravamo solo in tre bianchi, compreso l’autista. Per il resto, ci attorniava l’umanità più colorata che io avessi mai visto tutta assieme e tutta vociante nei telefonini, con tono così alto, che ho pensato all’inutilità dei medesimi, visto che, certamente, in Africa o nelle Americhe i "telefonanti" sarebbero stati uditi comunque… Una grassa mummy dalla pelle scurissima, in un italiano di sua invenzione, cercava di spiegare il suo ritardo a una datrice di lavoro, attribuendone la colpa al pullman che – in effetti – era in "ritardissimo". La voce tonante della simpatica nera aveva colpito una mia venetissima vicina di posto che non ha saputo trattenersi da una considerazione sociale: «Quella voce così forte è una loro caratteristica, fa parte della loro indola.» (sic) Al che io ho subito pensato che, se invece di una donna si fosse trattato di un uomo, la mia filosofica compagna di viaggio, avrebbe parlato di un indolo. Mah, chissà! Dopo tanta pioggia, la città scaligera mi ha accolta in un tripudio di sole, facendomi sentire inadeguata nei miei abiti pesanti che contrastavano con le camiciole a maniche corte dei tedeschi e giapponesi che fotografavano ogni cosa a colpi di forsennati clic. Chiacchiere confidenziali e molto amichevoli. Pranzetto delizioso in un ristorantino appena dietro a Piazza Brà. Non conoscevo il risotto all’Amarone: una vera sciccheria. Ritorno a casa "onusta" di cinque bei volumi. Penso proprio che inizierò oggi la lettura con Troppo amore di Almudena Grandes, di cui – a suo tempo – ho recensito Gli anni difficili.