Archive for gennaio 2010

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Mattia Bortoloni
(Canda di Rovigo 1696-Bergamo 1750)
Nonostante il tempo freddo e nevoso, ieri ho trascorso una piacevolissima mezza giornata rodigina, inviata a recensire la mostra di un artista celebre in vita e poi offuscato dalla polvere del tempo, oltre che dalla concomitanza con i titani del Settecento veneto.
Un’esposizione d’arte veramente incantevole.
Se siete interessati e vorreste saperne di più, cliccate qui

 
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Amalia Guglielminetti

Annie Vivanti
(immagini dal web)

Fantasticherie

Ci sono persone che vediamo senza mai averle conosciute realmente. A me capita di immaginare colloqui ironici e poco generosi scorrere come nastri impolverati tra Annie Vivanti e Amalia Guglielminetti. Eppure, le amo entrambe queste due letterate del tempo passato. Tra le donne – soprattutto se artiste – non c’è mai stato buon sangue, solidarietà. E questo avviene, purtroppo, anche ai tempi nostri.
Vedo lo sguardo pervinca di Annie perdersi nelle pupille brune di Amalia che sovrasta l’italo inglese più minuta e coquette della torinese dalla slanciata figura. Le loro bocche sono atteggiate a un sorriso beffardo.
Le immagino ferme sui gradini che le porteranno in redazione alla Stampa di Torino.
Non sanno quello che noi, purtroppo, sappiamo.
La morte, in un certo senso le accomunerà in maniera tragica.
Chiuderanno gli occhi a un anno scarso di tempo: nel 1941 la Guglielminetti; un anno dopo la Vivanti e riposeranno a Torino nello stesso cimitero.
Chissà se finalmente sapranno dialogare con ultraterrena amicizia, confidando l’una all’altra l’amore per Gozzano e Carducci?


La colpa non è mia …
Credetemi, amici miei, che se mi vedete così poco nel blog, la colpa non è mia.
A parte il guaio della salute che ho dovuto affrontare con una certa dose di coraggio, sto preparando laboriose conversazioni letterarie sulla vita e le opere di Irène Némirovsky. Scrivo appunti molto documentati, cerco episodi che possano interessare l’uditorio, quindi il mio tempo bloggante si è paurosamente assotigliato. Spero di poter riprendere al più presto i consueti ritmi.
Un bacio da Grazia*

Friderike von Winteritz
Friderike von Winternitz nel 1912 

 Friderike e Stefan Zweig nel 1920
(immagini dal web)

Che ne pensate di un amore così ?


Riedizione veramente curiosa
Se avete voglia di una lettura stuzzicante – quanto labirintica – proposta da Adelphi in rinnovata traduzione, cliccate qui e sappiatemi dire.