Archive for novembre 2007

L’ospite inquietante

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pubblicato oggi –  domenica 25 novembre – in Arena, Giornale di Vicenza e Bresciaoggi 

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Flash ironico

Da ventiquattro anni a questa parte, frequento la stessa spiaggia, trascorrendo l’estate in un minuscolo monolocale, quasi un ventre materno che mi accoglie amorevole. «È un loculo!» – sostiene mio figlio che ama le cose in grande, tanto che se gli chiedo di uscire a comprarmi un po’di parmigiano per la pasta, rischia di portarmene mezza forma, faccio per dire, tanto per darvene un’ idea. Non so proprio cosa Freud avrebbe visto dentro questa necessità, da parte dei giovani, della visione ingrandita: case grandi, auto spaziose, portafogli pieni… Mah, proprio non saprei e non azzardo ipotesi. Tornando a bomba, dunque, vacanze a S* in una spiaggia del nord un po’ selvaggia, mare e campagna, tramonti di rubino e albe di perla, pineta spettinata, sveglia al canto roco dei fagiani, a mezzanotte gorgheggia l’usignolo, frinire di cicale ossessivo, ma che fa tanto estate mediterranea. Pochi negozi, quelli essenziali per la sopravvivenza; una farmacia (speriamo che ce la lascino!). Stesso ombrellone, tanto che – da un anno all’altro -, ho quasi la sensazione di non essermi spostata da lì. Medesimi vicini, eccetto quelli – non molti, finora – che hanno il brutto vizio di staccare il biglietto per il solo viaggio di andata, quello che non ha ritorno. Alcuni vicini sono diventati amici da frequentare anche d’inverno; altri da evitare in ogni stagione, anche in quelle che dicono non esserci più. Le donne, sulla spiaggia, vantano mariti, amanti e figli perfetti, parlano molto di cucina: di quello che hanno cotto, di quello che cucineranno o cucinerebbero, gorgheggiando ricette esclusive di famiglia (la noce moscata sì, la noce moscata no; meglio l’aglio o la cipolla?). Anni fa, ho assistito a uno strano alterco tra una tardona che si arrogava il titolo di esser stata – (quando Annibale valicava le Alpi?) – il meglio culo di Forlì(sic). «Guardandoti ora – le ha risposto una scettica vicina – non si sarebbe proprio detto!» Il diverbio è peggiorato quando la forlivese ha rincarato la dose con un fatterello gratificante, accadutole proprio il giorno prima. Visitata dal ginecologo, sarebbe stata gratificata da questa lusinghiera diagnosi: «Signora, lei ha l’utero di una donna di vent’anni!» E la sempre più scettica vicina: «Chissà come si sentirà solo, poverino, in mezzo a tutto il resto che è invecchiato!» La più anziana del gruppo, credendo si parlasse ancora di ricette, e di conserve è intervenuta dicendo: «Per conservarlo, lo bollo venti minuti a coperchio chiuso…»

Il doppio

ripropongo

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Letteratura d’amore

Confortata anche dai preziosi consigli e indicazioni di molti di voi, ho concluso martedì scorso – nella cittadina in cui vivo – il ciclo di conversazioni sulla Letteratura d’amore – tenuti all’università popolare. L’argomento ha riscosso vivo successo, anche se si è trattato di un rapido viaggio, un’amorosa corsa tra il passato e oggi, un   florilegio molto intenso di attimi letterari. A presto, g*

Libri di donne per Adelphi

E’ innegabile che le donne – se non si distinguono nel mondo delle arti, della filosofia o delle scienze con la stessa perizia e profondità maschile (conoscete un Nietzsche o un Beethoven in gonnella, o un Michelangelo e un Galilei al femminile, tanto per fare pochi esempi?) nel mondo delle lettere e della poesia hanno dato fin dagli anni di Saffo, di Emily Dickinson e  delle sorelle Bronte, grande prova di sé. E questa bravura non si è affievolita nemmeno negli anni nostri in cui ha brillato il talento di Iréne Némirovsky – autrice dell’indimenticabile Suite francese o di Kiran Desai che nel 2006 ha ottenuto il Booker Prize con il suo originale Eredi della sconfitta. La via della capacità letteraria delle donne che scrivono sembra farsi sempre più affollata di belle firme. E Adelphi ci regala l’opportunità di facele incontrare ancora una volta con il saggio di Cristina de Stefano e con il romanzo di Ogawa Yoko di cui potete leggere qui

pubblicato oggi (7 nov.) in Arena, Il Giornale di Vicenza e Bresciaoggi

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