Archive for febbraio 2005

Ricevo notizia dalla Feltrinelli (qui)  che il romanzo di Cristina Comencini,  di cui avevo sottolineato nella mia recensione la "cinematograficità" del lessico, sta già diventando film (qui)

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Sempre alla ricerca di "curiosità" sul cinema , sperando di trovare qualcosa di ghiotto per  gli incontri nelle università popolari, sono incappata in una notizia triste che riguarda (meglio riguardava) Sandra Dee

Si leggono notizie agghiaccianti, come quella pubblicata stamani nel Corriere del Veneto : "Strage a Verona sulla strada del sesso". Sarà che Verona non è molto lontana da dove vivo, sarà che è la sede del quotidiano a cui collaboro per recensioni di libri, comunque , questo fatto di sangue mi ha molto scossa. In sintesi: un detective privato ha ucciso una prostituta e ha sparato a due poliziotti che lo hanno freddato, prima di cadere. Sembrerebbe un "noir", e invece, è tutto sin troppo vero,  e dieci anni fa uno dei due poliziotti aveva già perso un fratello in circostanze simili (pensate a quei genitori due volte colpiti dal medesimo atroce lutto?). Il poliziotto più giovane, inoltre, era lì per caso, poiché il ritardo di un suo collega gli aveva fatto cambiare di pattuglia. Resta da capire perché il detective, persona senza ombre, abbia compiuto questa carneficina. Sulla sua auto sono stati trovati gli "abiti da lavoro" di Galyna, la lucciola ucraina, e alcuni bossoli della Glock. Forse i due si conoscevano, forse stavano litigando. Chissà? Magari, mentre noi stiamo vedendo un film, mangiando una torta, o facendo qualcosa di gradevole, nel mondo avvengono stragi di tanto crudele ferocia.

Quando la realtà supera la fantasia: a Mosca c’è un gatto parlante

 

 

 

 

E’ vero che la realtà talvolta è in grado di superare la fantasia. E questo è proprio uno di quei casi perchè a Mosca sembra che esista un gatto in grado di parlare. Si chiama Barsik, è un gatto di 4 anni, vive a Mosca e, a quanto pare, parla. Dice tre parole, un po’ a caso. Lo scrive il quotidiano Trud. Così almeno assicura la famiglia moscovita, i Malakhov, che lo possiede.

 

 

Barsik sarebbe in grado di pronunciare "con voce umana" le parole: "mama" (mamma) e "Ania, vstan" (Ania, alzati). Ania è il nome della figlia diciannovenne dei Malakhov e a lei Barsik si rivolge quando di notte chiede che gli si consenta di raggiungere la sua toilette. Insomma il mitico Francis il mulo parlante rispetto a Barsik era un dilettante

 

 

 

Qui freddo da lupi e neve e vento che par di essere in Siberia. 

          Anna la scaltra

 Anna Sanna cavalcava Alabama, la cavalla razza araba-sarda. Andava
all’alba, da Mara ad Arbatax, dalla mamma malata. La strana ragazza
avanzava -la gabbana attaccata alla spalla- stanca, strapazzata dalla
scalata, ma calma. La cavalla scartava, sbavava affannata, affamata,
accaldata dall’afa. Ad Abbas, la capanna d’Abbasanta, mancava tanta
strada. Anna almanaccava: Tramatza, Abbasanta, Atzara, Ardara,
Arzana…Arbatax , l’alma allargata da tanta baldanza.

Ma dalla fratta: “alt! aaalt!”. La malfamata banda
Manca-Fara-Cabras.  Parla Manca: “bardana! La sacca,
dà la sacca, cagna bastarda!” Anna s’allarma, ma aspra: “va a cagar!”.
Arraffa l’arma, la alza, spara:- Pam! Pam!- La palla trapassa la spalla
a Cabras, l’anca a Fara. Manca s’abbassa, la fa franca.

“T’ammazz…” Pam! Altra palla, dalla canna alla panza. "Sa bagas…" Manca
traballa, arranca, casca.
“Ah, ah, và Alabama và.” La cavalla scatta, a
larga falcata. Anna s’aggrappa alla staffa, la strada s’allarga: gran
cavalcata!

 
                                       POROPOPO’

8 Nov: Orgosolo, dopo lo scontro con Porto Rotondo.

– Costoro sono popolo d’onor!- sbottò dottor Soro – Stop con lo
scontro. Dopo, con comodo, concordo con loro nostro obolo, trovo loro
costo, dopo. Or propongo voto.

– Pro como sos mortos son sos nostros- notò, Momo Loddo, commosso – non lo sopporto, porco mondo, voto no!-

– Lo so,lo so…conto… con profondo dolor sos mortos. Con Zolo, Moro,
Oppo… sono otto. Non lo scordo, soffro, sos contos los connosco –
provò Soro.

– Stronzo- mormorò Don Cocco, sottotono.

Poco dopo Motzo, col volto rosso, con modo scontroso:- Bono, Mogoro, Sorgono, Gonnosnò son sotto loro controllo?-

– Non lo so. Non lo scopro –

– M’oppongo dottor Soro, m’oppongo, voto no –

-Colloco vostro voto col “No”? –

– Obtorto collo…con grosso groppo…-

Oronzo Modolo, noto pomodoro, lo stroncò, focoso -non sono
stronzo, don Cocco, non sono frollo, sono ortodosso! No, non svolto col
Polo, non dondolo. Non mollo, lotto, lotto col popolo! Non
complotto. Non osto-

– Profondo rosso!- lo stoccò Loddo -Ooh Longoo…ooh Molotov! Poropopòporopopòporopopò 

– Soro lo stoppò: -ooooh stò folk! Boh boh! Comotto, Tocco, vostro voto? –

– Mò lo fotto, lo trombo-borbottò Olmo Comotto. – Cos’offron loro Vostro onor? –

-Boh,non so, orzo, porro, pomodoro…

– Sos ocros nono? No, no, troppo poco.Troppo comodo! M’oppongo dottò –

-Tocco non sottostò. – No, non posso. Son nonno d’Oppo Folco, or
morto, non trovo conforto. Sono solo, non trovo sonno, non dormo, non
sopporto lo scorno. No… non son pronto… voto…vot…- Soffocò.

Dottor Soro tornò col flop.

Mi ha molto incuriosita un’intervista che Lavinia Rittatore,  ha fatto a Laura Kipnis,  docente di Comunicazione di massa all’ Università di Chicago – autrice  di Contro l’amore (Einaudi) -, un saggio che ha sollevato molto baccano, in quanto la studiosa americana sostiene che l’adulterio farebbe bene al matrimonio. La Kipnis afferma di essersi accorta che «siamo ossessionati dall’adulterio (…) e che il matrimonio con gli anni diventa gabbia. E i numeri parlano chiaro: divorzio e separazioni non conoscono crisi; la passione dopo qualche anno svanisce. Rivivere emozioni forti si può, ma con qualcun altro. Molti lo fanno e non lo ammettono. Ci sposiamo convinti che il matrimonio sia la felicità. Poi scopriamo che può diventare un inferno di obblighi: Non esco con le amiche, altrimenti lui poi si offende" oppure " Non vado alla partita se no lei ci rimane male". L’adulterio è la ribellione a questi limiti…"»

Qual è la vostra opinione in proposito?