Archive for marzo 2007

Voci di casa
Le case parlano, urlano, sussurrano, a seconda dell’ora in cui le si ascolta.
Il frigorifero – soprattutto la notte – ha una voce isterica, degli intimi scuotimenti che rallegrano le bottiglie all’interno dello sportello. Ah! Finalmente possono toccarsi, saggiando le reciproche rotondità. La scatola dei formaggi, invece, mantiene il suo glaciale distacco, sempre più sigillata ed attenta al fatto che il gorgonzola non si avvicini troppo alla fontina e che il gruviera non molesti il parmigiano; il pecorino si sa che non è troppo educato, a questo ci siamo rassegnati.
Se udite un frinire sottile, non sono cicale fuori stagione, improvvisamente entrate nel mio studio: sono le carte sul tavolo che fremono accarezzate dal solito spiffero che entra dalla finestra mal chiusa. Quante volte ho detto a mio marito: «Quella maniglia ha dei problemi!» E lui: «Anche lei?» Sì, anche lei, povera maniglia. Se ogni tanto abbiamo bisogno di andare in carrozzeria a farci aggiungere o togliere qualche pezzo, perché gli oggetti non dovrebbero permettersi l’identico lusso?
Il termosifone ogni tanto tossisce e sì che vi circola dentro solo acqua bollente, non so proprio spiegarmi queste sue bronchitelle ostinate. Che effetto vi fa il cigolio del parquet? A me fa balzare il cuore in petto, soprattutto se sono sola in casa e le ombre disegnano i loro fiori luttuosi e dolenti nel giardino del mio immaginario.
Fortunatamente, è ormai mattino e la caffettiera intona il suo aromatico canto a cui cerca di intonarsi la lavatrice che le gorgheggia dietro i suoi migliori splash-pataplash, orlati di candida schiuma.
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Lou Andreas Salomé

Ho sempre trovato interessante la figura della femme fatale, molto lontana dal paradigma femminile dei nostri giorni. Intendo la donna ispiratrice di artisti e scrittori, com’è stata Alma Mahler per suo marito, il grande compositore (non suo unico amore, a vero dire) o Giulietta per Mario Cavaglieri – di cui abbiamo da poco parlato a proposito della mostra rodigina, o come è stata Hena, mia madre, musa di mio padre, Giorgio Giordani. Ma la "donna fatale" che più mi ha presa e interessata, anche a causa dell’infelicità che ha procurato al mio filosofo di culto, resterà sempre Lou Andreas Salomé, di cui – recensendo il carteggio intercorso tra lei e Nietzsche – ho scritto quanto, se siete interessati,  potete rileggere qui 

Eros

«L’eros non ha mai fine: anche là dove non si frangono i flutti impetuosi della passione, esso non fa meno sentire i suoi effetti». (Lou Andreas Salomè)

nella foto: Lou Salomè, amore sofferto di Nietzsche e poi musa di Rilke

Recensioni

<<Non recensisco mai un libro prima di averlo letto, perché non vorrei farmi influenzare.>>  (O.Wilde)

quasi quasi mi  verrebbe voglia di fare come il grande Oscar… g* (birichina)

Aforismi

<<Vent’anni d’amore rendono una donna simile a un rudere, ma vent’anni di matrimonio la rendono simile a un monumento pubblico.>> (O.Wilde)

Una sola notte

Se avete voglia di leggere un mio raccontino breve, lo trovate qui

A proposito del mio precedente pezzo di costume dove nell’incipit scrivo della canzone "proibita" che – in Francia, negli anni Trenta – suggestionava le persone determinate al suicidio, ho trovato gli struggenti versi:

Anny Flore
SOMBRE DIMANCHE
Paroles: Jean Marèze, François-Eugène Gonda, musique: Seress Rezs, 1936

Sombre dimanche… Les bras tout chargés de fleurs
Je suis entré dans notre chambre le coeur las
Car je savais déjà que tu ne viendrais pas
Et j’ai chanté des mots d’amour et de douleur
Je suis resté tout seul et j’ai pleuré tout bas
En écoutant hurler la plainte des frimas…
Sombre dimanche…

Je mourrai un dimanche où j’aurai trop souffert
Alors tu reviendras, mais je serai parti
Des cierges brûleront comme un ardent espoir
Et pour toi, sans effort, mes yeux seront ouverts
N’aie pas peur, mon amour, s’ils ne peuvent te voir
Ils te diront que je t’aimais plus que ma vie
Sombre dimanche.