Archive for ottobre 2007

Duo Corbaccio

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Turismo di massa

"Splendido. Mi hai messo una voglia terribile di tornare dalle tue parti! Io personalmente spero che il Polesine continui a ospitare un turismo di nicchia, consapevole motivato rispettoso piuttosto che incorrere in un degrado di parchi naturali ad opera del turismo di massa. "

Questo è il commento dell’amico Cigale a proposito del mio post precedente. Una risposta che può uscire solo dalla bocca di un uomo di buongusto, ma continuando con un "turismo di nicchia", perseverando nel tenere nascosti i tesori rodigini di una chiesa unica come La Rotonda o decidendosi ad esporre nella nuova pinacoteca del Roverella solo adesso tesori d’arte di bellezza speciale, e lasciando le meraviglie paesistiche del Bassopolesine allo stato "brado", quando questa terra misconosciuta troverà un meritato sollievo economico? Mi piacerebbe conoscere il vostro pensiero in proposito, g*

Mulino del Pizzon (Fratta Polesine)

Villa Badoer , detta  La Badoera (Fratta Polesine)

Suggestiva immagine bassopolesana

Forza e magia di un canale navigabile

Il Canalbianco, la sinuosa asta d’acqua che, con opportune chiuse ed espedienti idrici, da Porto Levante ci porterà in terra lombarda, sembra proprio che si sia fatto protagonista di un sistema a valenza europea. Lo abbiamo appreso ieri nel corso di un educational per la stampa, in un convegno che si è tenuto a Fratta Polesine, accolti dalla palladiana eleganza di Villa Badoer. Qui abbiamo appreso l’intento di presentare agli imprenditori e ai giornalisti le caratteristiche competitive del "Sistema Polesine", il posizionamento strategico, i collegamenti, le infrastrutture, le opportunità di investimento, le agevolazioni,  la vocazione turistica derivante dalla via navigabile Fissero-Tartaro-Canalbianco, estensibili a buona parte del Nord Italia, in un gioco idraulico di conche e chiuse, emule del sistema idrografico francese a cui la Società Consortile Idrovie Padane sta guardando con occhio particolarmente attento.  Partendo dall’Interporto di Rovigo su houseboat che gli appassionati delle vacanze tranquille e non banali, potranno affittare, corredate di tutti i servizi, abbiamo navigato nelle placide acque del Canalbianco, velate di una lieve foschia,  godendo della bellezza paesistica di un luogo incontaminato dove le achillee, lungo gli argini, si alternano ai salici piangenti, in un concerto di colori degli ultimi fiori dell’estate. Gli aironi cinerini qui sono di casa insieme alle garzette e ai cavalieri d’Italia, per niente disturbati dal lento procedere delle "case-barca" rispettose della natura. Gradevole sosta al delizioso Mulino del Pizzon, recentemente recuperato dalla Cooperativa Turismo & Cultura con lodevole buongusto, nel rispetto della tipologia originaria della costruzione. Affiancata al mulino un’ospitale locanda per brevi soggiorni in questi luogi di pace. Momento clou della giornata è stato l’itinerario bassopolesano che ha condotto gli ospiti ad ammirare i luoghi dell’area produttiva portuale nel comune di Porto Viro. Questo spicchio d’Italia – nella parte Sud del Polesine – offre all’occhio dei visitatori una bellezza primigenia, pari, se non superiore, a quella della Camargue francese. Inoltre, visitata in questo inizio di autunno, sembra uscita dal pennello di pittori impressionisti, con l’allure parallela di mare e laguna, in un susseguirsi di valli accese dal tramonto del sole, sovrastate  dal volo di fenicotteri rosa e rari uccelli marini e palustri. Una squisita cena in un casone di pesca ristrutturato, ha chiuso l’incontro, nella speranza che i progetti maturino in una realtà ambientalistico-finanziaria in linea con un agognato sistema di valenza europea. (g.g.)

Navigare necesse est

Il Canalbianco, l’asta fluviale che corre da Porto Levante a Mantova sarà nuovamente navigabile e , per l’occasione, si avrà un educational per giornalisti ed ospiti accreditati. Come a dire che venerdì prossimo partiremo in houseboat da Fratta Polesine e navigheremo fino ad Albarella. Un percorso emozionante per la bellezza del paesaggio e per l’intento di promuovere il patrimonio culturale, artistico e ambientale situato lungo e attorno il percorso navigabile tramite l’individuazione di siti di approdo di rilevante interesse anche naturalistico, turistico e storico. Non sarà di minor rilievo l’intento di informare circa l’aspetto commerciale delle vie navigabili e le opportunità imprenditoriali ad esse inerenti.

 Carneade chi era costei ?

Girovagando nel web, ho inciampato in questo blog e  mi sono meravigliata di leggervi: "Recensione…recensione: articolo che analizza in modo critico un’opera pubblicata di recente, estens. commento critico riportato su giornali e riviste relativo a mostre, spettacoli, film e sim. (grazie Paravia).

Non ne sono capace.

Le recensioni suonano più o meno così: "in Andrea Vitali – con il suo «Una finestra vistalago» (Garzanti) – si ammira anche la rara capacità polifonica di cucire la trama complessa con abili suture fatte di esitazioni, rimandi, sospensioni, atti a creare quel clima di attesa che spinge il lettore a correre sulla pagina per arrivare in fondo, preso da grande curiosità. Grazia Giordani"

Tanto per citare quelle sull’ultimo libro che ho finito di leggere.

Per scrivere delle cose così bisogna avere un freddo distacco intellettuale, una solida cultura, un buon lessico, una discreta dose di faccia tosta.

Io invece con i libri ho un rapporto viscerale, ci affondo dentro, mi appassiono alle vite dei personaggi, sorrido con loro, soffro per il loro dolore, fremo nei momenti di suspance, partecipo alla loro vita.

Questo quando sono fortunata e trovo un libro che mi appassiona. Con Una finestra vistalago non è andata così.

…si ammira anche la rara capacità polifonica di cucire la trama complessa. Trama complessa? Ho avuto l’impressione di leggere gli appunti per un libro, dati alle stampe prima di essere sviluppati. I personaggi appena accennati non mi hanno coinvolto, i loro sentimenti non mi hanno colpita. La passione del dott. Tornabuoni per Grazia si ripresenta ogni tanto con la forza di un ruttino, burp, basta degluttire ed è passata fino al prossimo ruttino.

La descrizione fisica dell’ostessa vorrebbe creare un po’ di suspance, in attesa che il mistero venga svelato verso la fine. Non li ho avvertini, né il mistero, né la suspance.

Insomma una delusione. un libro che non non mi ha lasciato nulla. (per fortuna avevo preso la versione super economica)"

Se la madamigella, dotata di un quid che le sovrasta la pancia –  (penso si riferisse alla "suspense" e mi auguro deglutisca con una sola consonante t) – avesse la modestia di ripassare la grammatica, forse a recensire con buongusto non arriverebbe, ma a scrivere cose sensate forse e sottolineo forse, potrebbe almeno aspirare.

Voi cosa ne pensate?

 

A Febbraio a Rovigo

arriva la Belle Epoque

Mattinata di lavori intensi, quella di sabato scorso a Rovigo che ha visto l’inaugurazione della Pinacoteca Concordiana e del Seminario Vescovile, finalmente godibile nella sua interezza, nella nuova sede di Palazzo Roverella, in concomitanza con la presentazione della “Belle Epoque”, ovvero di quel momento artistico compreso tra il 1880 e il 1915.L’attuazione di questa sinergia d’impegni è avvenuta per merito della Fondazione Cassa di Risparmio di Rovigo che “ancora una volta – ha sottolineato Luigi Costato, presidente della Concordiana – ha generosamente elargito per lanciare sul piano artistico questa città”. Polesano d’origine, il presidente della Fondazione, Antonio Finotti, si è detto “onorato di poter confortare i progetti in atto, vedendo la popolazione locale più convinta, lavorando, inoltre, con impegno al progetto della mostra sulla Belle Epoque, alla luce anche del grande successo ottenuto dall’esposizione antologica delle opere di Mario Cavaglieri .L’annunciata mostra sui “Bei Tempi”avrà luogo il 10 febbraio 2008 a Palazzo Roverella, curata da Dario Mattoni e Francesca Cagianelli che – affiancati da un comitato scientifico di valore – attueranno l’ambizioso progetto. Si potranno in tal modo ammirare 110 dipinti e una trentina di affiches, per raccontare la vita del tempo, ritmata soprattutto dalla presenza del ritratto femminile onde farci conoscere usi pubblici e privati di quegli anni in cui il bel mondo poteva concedersi momenti di gradevole ricreazione, fatti di passeggiate, incontri amorosi, gite al lago o al mare, vizi e galanterie, supportate sempre dall’insistenza della figura femminile. Una vita di mollezze, lussi, sfrenatezze, dove gli oppiacei erano di casa, dove stavano bene soltanto le classi più agiate, i protagonisti, appunto della pittura degli artisti di quel momento storico in cui ai ricchi tutto sembrava essere lecito, in cui denaro e ottimismo sembrava che dovessero perennemente scorrere a fiumi.Il “Beau Monde” fiorì più impetuosamente in Francia, ma anche noi abbiamo avuto interpreti di quel momento e ci sarà così dato di ammirare nella mostra rodigina: Boldini, De Nittis, Zandomeneghi, Colcos, Gioli, Banti, Panerai e ancora Casorati, Boccioni, Bonzagni e Bocchi, con un ritorno dello stesso Cavaglieri di cui verranno proposti due inediti di grande interesse..

Grazia Giordani