Per Emilia di Giorgio Minotti

IL ROMANZO. «Per Emilia» di Giorgio Minotti

Chopin, il segreto
del «Notturno»
è nella sua famiglia

Grazia Giordani

Il celebre brano era stato dedicato alla sorella, che morì quindicenne

mercoledì 15 febbraio 2017 CULTURA, pagina 44

Sempre più certi che il passaparola sia il miglior mezzo per diffondere un libro, se vale veramente e porta nero su bianco novità, sull’onda di questa convinzione, siamo rimasti deliziati dal romanzo di Giorgio Minotti: «Per Emilia – Casa Chopin e la vocazione per la bellezza» (Zecchini Editore, pp. 152, 17 euro), un delicato giallo musicale che ci ha spinti a riascoltare il «Notturno op. 72 n. 1» del re del pianoforte.L’autore afferma in premessa all’opera: «L’idea di questo libro è nata da una conversazione con un amico musicista che, accogliendo le mie osservazioni sulla coincidenza tra la data della morte di Emilia e quella di composizione del Notturno, unite a una possibile suggestiva lettura dei contenuti musicali, mi ha spinto (quasi “sfidato” direi) a costruire una storia su questa ipotesi».Minotti, psicologo e farmacista di professione, quindi non uomo di lettere nel senso classico della parola, ha scritto quest’opera quasi in forma compulsiva, quasi non potesse staccarsi dall’arcano per cui Fryderyk Chopin scrisse il famoso Notturno di straordinaria bellezza nel 1827, quando aveva 17 anni che, per ragioni sconosciute non diede mai alle stampe. In effetti fu pubblicato solo dopo la sua morte, come Notturno op. 72, n.1, benché fosse evidentemente anteriore ai tre Notturni dell’op. 9, editi nel 1833 a Parigi.Entriamo subito in casa Chopin, un’abitazione piena di musica, allegre risate delle sorelle che raccontano per noi una vicenda toccante, piena di cuore. Risate e lacrime si fondono e confondono in queste pagine scritte con una «levitas» da maestro. Verità e verisimiglianza diventano un tutt’uno, quest’ultima confortata dalle colte note che ci dimostrano come l’autore conosca a fondo la vita e le opere del genio del pianoforte.Nella realtà, il manoscritto del famoso Notturno non è mai stato ritrovato e questo presta il destro all’autore per parlarci della struggente fine di Emilia, la sorella adolescente del compositore, dotata di squisita sensibilità artistica, considerata una promessa della letteratura polacca, stroncata dalla tubercolosi il 10 aprile 1827, non ancora 15enne. Fryderyk lo aveva dunque scritto per lei e poi celato per non far soffrire ancor più madre e sorelle?La protagonista del romanzo è Ludwika, la sorella maggiore, affiancata da Izabela; entrambe depositarie del segreto del Notturno che ci guardiamo bene dal rivelarvi per non guastare la curiosità del lettore che finirà col sentirsi ospite di quella casa grondante musica, a sua volta detective di un mistero che si va pian piano dipanando.Quel che affascina, nel romanzo, è il clima che respiriamo, inseriti fra le componenti femminili di una famiglia che tanto ha amato Fryderyk. Tutte le figure femminili, non ultima la madre Justyna, sono unite, oltre che dall’essere strette parenti, dalla comune vocazione per la Bellezza, altro filo conduttore che sottende la narrazione. Del resto non era stato il grande Dostoevskij a dire che «La bellezza salverà il mondo?». Abbiamo letto un romanzo che ci ha regalato anche un ritratto nuovo del più grande virtuoso del pianoforte, confortato dalla folta bibliografia che l’autore ha consultato, citata alla fine, assieme ai consigli d’ascolto. In attuali anni pieni di brutture, queste pagine sono una carezza al cuore.

 

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6 responses to this post.

  1. Un romanzo che mi ha affascinata

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  2. Posted by Giorgio on 15 febbraio 2017 at 15:50

    Mi hai regalato uno di quei giorni che fanno bene al cuore.
    Grazie ancora.

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    • Reciproco dono, Giorgio.
      Sarebbe piacevole, vista la non troppa distanza geografica che ci separa, vista l’istintiva simpatia per tua moglie Francesca, e – vista soprattutto la mia solitudine, che qualche volta c’incontrrassimo. Mi farebbe bene al cuore.

      Rispondi

  3. intrigante la storia e intrigante il romanzo. Quasi quasi me lo compro. Anzi già ordinato

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