Gli occhi del Salar

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Nella provincia imperfetta sparisce lo scuolabus

 Seppur  molto originale nel tema non ancora sfruttato dalla pletora di thriller che stiamo vedendo in libreria ormai da decenni, il nuovo noir di Roberta Gallego ‹‹Gli occhi del Salar›› (Tea, pp.275, euro 15), ci appare un po’ troppo folto di personaggi e di repentini saettare di mobili quinte, tali da indurre il lettore ad una lettura labirintica e non certo piana. Diciamo questo consapevoli del fatto che il nuovo corso della letteratura gialla tende alle pagine ultra gremite di fatti e persone, proponendosi volutamente una coralità che alla Gallego non certo fa difetto.

Parlavamo di originalità del tema, perché finora non ci eravamo ancora imbattuti nella sparizione di uno scuolabus con sette bambini, figli  dei maggiorenti della città. Siamo nella città immaginaria di Ardese che ci viene dipinta come un centro borghese che già ha dato vita agli altri tre romanzi della serie dedicati alle ‹‹Storie di una provincia imperfetta››.

Chi ha interesse alla sparizione dei bambini? Il gravoso compito di risolvere il caso toccherà sulle spalle del sostituto procuratore Anna Vescovo (azzardiamo un impertinente dubbio: che ci sia qualche affinità tra l’autrice e il sostituto procuratore protagonista del thriller?). I giornali imperversano, come sempre accade. La Procura e l’intera squadra di sostituti, poliziotti, carabinieri, coi loro nomi e cognomi e loro storie personali annesse, devono darsi da fare perché la cittadinanza è in fibrillazione.

Non manca certo l’ironia alla Gallego nel sottolineare le imperfezioni di un mondo che conosce in prima persona. E, come spesso accade, la  sconvolgente notizia del rapimento arriva proprio in un momento di pausa per la Procura di Ardese, quando gli addetti ai lavori erano in pausa caffè. Ma tutti gli organi d’informazione strepitano. Il fatto è gravissimo. Il pullman della San Gottardo – scuola d’élite – è stato inghiottito dal nulla. Il cellulare dell’autista suona sempre a vuoto e sorge la convinzione che i bambini siano un pretesto per dare un messaggio alle famiglie. Leggiamo locandine allarmanti: ‹‹Indagini in stallo, magistrati occupati a difendere i privilegi della casta, più importanti della salvezza delle vittime››. A cui seguono accuse molto imbarazzanti sull’operato di chi dovrebbe difendere i cittadini, risolvendo un caso tanto doloroso.

Anticipiamo al lettore due personaggi contraddistinti solo dal nome Lui e Lei e non possiamo negare che crei un’inquietudine, un clima sospeso, quasi lunare, la presenza di due figure dotate di pronomi, in luogo di nomi propri. Uno schermo, voluto dall’autrice per creare suspense. Anticipiamo, inoltre,  che, narcotizzati, i bambini, in situazioni da terzo mondo, sono stati trasportati in una cisterna a soffrire freddo e fame. Qual è lo scopo di quei sinistri Lui e Lei ? E chi sono soprattutto? E a cosa mirano ? Quali confessioni pretendono dai genitori degli innocenti sequestrati ?

Va da sé che è un romanzo imperniato sulla vendetta, sulla memoria che non conosce perdono. Se v’incuriosisce l’identità dei due Lui e Lei, se vi sta a cuore la sorte dei piccoli, di cui uno è anche epilettico, dovrete arrivare anche voi alla duecentosettantacinquesima pagina, non v’è altro mezzo per sapere questo e molto altro del labirintico thriller.

Roberta Gallego, magistrato, è nata a Treviso. Ha esordito nel 2013 con Quota 33, primo romanzo della serie dedicata alle ‹‹Storie di una Procura imperfetta›› cui sono seguiti Doppia ombra e Il sonno della cicala.

Grazia Giordani

Pubblicato 19/02/2016 in ARENA e BRESCIAOGGI

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3 responses to this post.

  1. Un buon thriller che non mi ha entusiasmato

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  2. Se non ti ha entusiasmato vuol dire che ci sono delle pecche. Troppi personaggi in un thriller mi puzzano. Pochi ma buoni.
    Ciao.
    8 marzo a IBS Ferrara. Non mancherò.
    Un abbraccio
    GP

    Rispondi

  3. Grazie grazie grazie per Ferrara. Smack.

    Rispondi

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