La donna in bianco

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Un‹‹evergreen›› del poliziesco riproposto da Fazi Editore: l’Inghilterra dei misteri fa da sfondo al romanzo

Collins, una donna in bianco che si veste di giallo

Grazia Giordani

Se ci sono romanzi sempre verdi che, anzi negli anni acquistano valore com’è bene che accada ai capolavori, fra questi brilla La donna in bianco di Wilkie Collins, (Fazi Editore, pp.744, euro18,50, traduzione di Stefano Tummolini). Acutamente definito da T.S. Eliot ‹‹Il più bello dei romanzi polizieschi inglesi moderni››, questo libro tiene l’attenzione del lettore incollata alla pagina non solo per la trama così densa di misteri, ma anche per la splendida prosa non priva di squarci paesistici di forte suggestione. E poi l’Autore dà anche segno di conoscere l’Italia e gli italiani in pregi e debolezze a volte persino in maniera esilarante.

Scritto nel 1859, uscì a puntate, secondo la tradizione dei feuilleton, nel 1859-1860 nella rivista di Charles Dickens All theYear Round, suscitando l’entusiasmo e l’ammirazione del pubblico di allora, gradimento rimasto miracolosamente intatto in epoca attuale. È un mystery novel pieno di colpi di scena e suspense incentrato sulla somiglianza e sostituzione di persona di due affascinanti figure femminili: la bionda e ricca Laura e la folle Anne Catherik, dall’aspetto quasi spettrale che indossa esclusivamente vesti bianche. Due i personaggi di maggior rilievo e profondità: il malvagio conte Fosco l’italiano artefice di tutto l’intrigo e – in sua contrapposizione – la forte e audace sorellastra della fragile Laura, Marian che rappresenta in letteratura uno dei primi esempi di donna determinata che cerca di sfuggire e ribellarsi al mondo maschilista vittoriano che non tutela le donne.

Fa da fondale alla vicenda folta di intrighi,  un’Inghilterra incupita dalle sue eterne notti tenebrose. Walter Hartright è il detective, per amore di Laura, alle prese con il mistero della donna in bianco. Infatti, sarà proprio a questo personaggio affidata l’ouverture del romanzo, visto che in una sua passeggiata londinese notturna, per la prima volta incontra l’ineffabile ed angosciata donna in bianco. In seguito, divenuto insegnante di disegno presso una famiglia a nord di Limmeridge, qui conosce Laura incredibilmente simile alla donna in bianco. I due giovani s’innamorano. Ma la ragazza è già promessa in sposa a Percival Glyde.  Incuriosito, Walter scopre che il nome della controfigura della sua innamorata è Anne Chaterick e che la ragazza era stata presa, bambina, in affidamento dai genitori di Laura, per essere poi ricoverata in manicomio su pressione di Percival Glyde. Laura e Percival si sposano, ma qui compare Fosco, il malvagio conte italiano che spinge Laura a firmare a favore del marito un documento che gli consentirebbe di appropriarsi di tutti i beni della giovane sposa. Anne Chaterick vorrebbe metterla in guardia, ma muore prima di riuscire a contattarla. Fosco e Glyde drogano Laura e la ricoverano in manicomio come Anne, sfruttando la somiglianza. Marion scopre l’inganno e lo comunica a Walter che ora è più che mai intenzionato a salvare l’amata.

L’epilogo è, a dir poco, sorprendente e non saremmo certo noi a rivelarvelo, certi che un romanzo così ricco di ombre e penombre, nonostante la sua imponente mole, vi terrà sulla pagina fino alla fine.

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4 responses to this post.

  1. Uscito stamani 02/11/2015 in ARENA

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  2. Interessante questo giallo d’antan. Ci faccio un pensierino.
    Ciao. Tutto bene?
    Gian Paolo

    Rispondi

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