La lanterna magica di Molotov

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Biblioteca Molotov Lanterna magica che rivela la Russia

Fu inquilina nella casa del gerarca Dai suoi libri rimasti apre universi

Prodigiosa matrioska, La lanterna magica di Molotov (434 pagine, 28 euro), il libro di Rachel Polonsky che Adelphi propone nella traduzione di Valentina Parisi, ci porta dentro la storia della Russia, un colto viaggio letterario-politico con le stigmate di un memoir antitotalitario. L’autrice esplora la «fantasmagoria rivoluzionaria» degli ultimi due secoli russi, attraverso i resti della biblioteca di Vjaceslav Michajlovic Molotov, braccio destro del Padre dei popoli, quello Stalin che per i suoi meriti di burocrate lo definì «culo di piombo». Era affetto, ma per vedere com’era ricambiato, Stalin non esitò a far torturare e deportare la moglie di Molotov, Polina Zemcuiina. Espulso dal Pcus nel 1959, Molotov trascorse il resto dei suoi giorni nell’appartamento moscovita di cui Rachel Polonsky prende in custodia le chiavi agli albori degli anni Novanta. Per noi lettori questa è la fortuna. L’autrice infatti ci immerge nella mole di informazioni, curiosità e aneddoti. Un prezioso mosaico che ricostruisce mondi, con personaggi noti o sconosciuti, da Mosca alla Siberia, dall’era presovietica a quella postsovietica. Un gomitolo di microstorie che si dipana sotto il nostro sguardo e si ritesse nella macrostoria, regalando completezza a quanto già ritenessimo di conoscere.
Le immagini sfocate dalla lanterna magica di Molotov, a lungo il compagno più fidato di Stalin, sono il pretesto, nell’immaginazione della scrittrice, per riportare alla luce luoghi, personaggi, momenti storici dell’Urss. Ecco Nikolai Fedorov, custode della biblioteca Lenin, il Socrate russo che si dice conoscesse il contenuto di tutti i libri di Dostoevskij a memoria. Ecco Alexander Herzen, «il più sorprendente e affascinante tra gli scrittori politici russi dell’ Ottocento» (Isaiah Berlin),, arrestato ed esiliato dal regime zarista come libero pensatore
Il libro fa viaggiare dentro la grande letteratura russa, fa incontrare non solo gli scrittori vissuti negli anni della rivoluzione d’Ottobre, ma anche molti loro padri nobili da Puskin a Dostoevskij, senza trascurare gli eroi della generazione più feroce con i suoi poeti, dalla Cvetaeva alla Achmatova per giungere a Pasternak e a Mandel’stam.
Le immagini proiettate dalla magica lanterna di Molotov sono tappe di un viaggio spazio/temporale che dal passato ci conduce fino all’era Putin con i giornalisti uccisi, i processi agli oppositori, il revival del tradizionalismo ortodosso, con la pretesa di contrapporre una nuova Russia al tramonto dell’Occidente. Man mano che procediamo nella lettura, abbiamo l’impressione di sfogliare dal vivo un volume citato nel testo, di sbirciare una lettera, di entrare dentro storie sentimentali, avvertiamo persino lo sfarfallio della polvere tra i vecchi volumi che l’autrice maneggia, perché siamo con lei, sempre più incuriositi dalle vicende minori e maggiori di queste pagine, sempre più persuasi della fortuna di aver potuto gustare un’opera così insolita e coraggiosa.

Grazia Giordani

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6 responses to this post.

  1. Prodigioso saggio

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  2. Un voluminoso volume tra il resoconto e la fantasia (sia pure reale). Almeno questa è l’impressione ricavata dalla tua presentazione.
    Serena notte
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

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  3. Recensione molto bella, che si muove agilmente e fa comprendere bene il crogiolo della realtà russa, passata e futura.

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