I diabolici

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Noir perfettissimo Solo difetto: il film non è di Hitchcock

«I diabolici»: la tensione alle stelle in un poliziesco senza poliziotti

Il romanzo, pubblicato in Francia nel 1952, continua ad avere fama di capolavoro. Meritato destino per I diabolici, scritto dal duo Pierre Boileau (1906-1989) e Thomas Narcejac (1908-1998), che ora Adelphi ripropone, in procinto di pubblicare altre opere significative dei due autori. In copertina di questa edizione (173 pagine, 16 euro, traduzione di Federica Di Lella e Giuseppe Girimonti Greco), la tradizionale gabbia grafica dell’Adelphi stavolta esplicita che di un noir si tratta e sul fondo nero spicca l’immagine di una casa spettrale.
Una sorta di interminabile attacco al cuore questo romanzo poliziesco che non ha bisogno di poliziotti per tenere l’occhio del lettore attaccato alla pagina, fino all’imprevedibile epilogo. I protagonisti: lui, lei, l’altra. Fernand Ravinel è un uomo incolore, facilmente subornabile, privo di personalità. Ha sposato Mireille che, dopo qualche anno di matrimonio, ucciderà in combutta con la viriloide amante Lucienne, per fini di lucro. C’è di mezzo un’assicurazione sulla vita. Quello che affascina subito è il clima di suspense che non si esaurisce mai, anzi di pagina in pagina, cresce vorticosamente. Fernand ama veramente la diabolica Lucienne o ne è soltanto soggiogato? Niente è esplicito in questa trama dove tutto viene lasciato intendere, in una inquietante nebbia di dubbiose situazioni in cui sembrano navigare i protagonisti, senza soluzione di continuità. I personaggi stessi sono volutamente nebulosi; ritratti abbozzati da cui è nostro compito cercare di estrarre i nascosti pensieri. Fernand, così ansioso e insicuro; Lucienne con la sua spietata crudeltà e Mireille, morta. O forse no?
Il lettore, sempre più avvolto dal filo dell’ipnotica trama, giungerà coinvolto all’epilogo, dopo essere stato travolto con i personaggi in vagabondaggi per le nebbiose e malinconiche vie di una Francia anni Cinquanta, tra case piccolo borghesi, locali periferici e popolari. La tensione narrativa si fa quasi insopportabile fino alla conclusione di questo noir che vede la morte legata inesorabilmente alla passione (anche se di amore folle qui non si tratta), dove gridano forte le voci dell’interesse economico, della posizione sociale. Un turbine di ripensamenti e di rimorsi avvolgerà Fernand che è in fondo la vera vittima di questa bieca, imperdibile storia.
I diritti cinematografici del romanzo vennero acquistati da Henri Clouzot, battendo Alfred Hitchcock che lo voleva a tutti i costi; il film del 1955 ha per protagonisti Simone Signoret, Véra Clouzot, Paul Meurisse e Charles Vanel. Molti altri registi si sono ispirati e continuano a farlo, alle storie di Boileau – Narcejac che sono stati per oltre quarant’anni campioni del genere e lo hanno rinnovato «innestando sul giallo», dichiararono, «i temi della letteratura fantastica». Con fantastico esito.

Grazia Giordani

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3 responses to this post.

  1. Un noir più che speciale

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  2. Un noir intrigante a quanto leggo. Dovrò comprarlo.
    Serena serata e un grande abbraccio
    GP

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