La cena

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I FIGLI CHE SBAGLIANO

«La cena» di Herman Koch è un romanzo che tocca la sensibilità: dove possono arrivare l’amore e la protezione dei genitori di fronte a un crimine?

Sembrerebbe una noiosa cena convenzionale, cui non possono sottrarsi i due fratelli Lohman con le reciproche consorti. Teatro dell’azione: un ristorante extralusso in un’Olanda graziata dal benessere. Se quel che sembra rispondesse a verità, ci troveremmo a leggere uno scipito romanzo, invece La cena di Herman Koch (Neri Pozza, 286 pagine, 16 euro, traduzione di Giorgio Testa) è uno dei libri più interessanti che ci è capitato di leggere in questi ultimi tempi. Dentro «le chiacchiere da ascensore», le vuote parole di Serge e Babette – lui politico tutto d’un pezzo a un passo dall’elezione a premier olandese con un programma di estremo rigore, lei dedita a un volontariato di facciata – non tardiamo a sentire in sottofondo aleggiare un fremito sempre più intenso d’inquietudine, man mano che le voci si incrociano con quelle di Paul e Claire, protagonisti principali dell’azione.
Dall’aperitivo alla mancia, sui piatti di portata proposti da un indisponente maÎtre dagli atteggiamenti troppo confidenziali, sembra venirci servito lentamente, molto lentamente, in maniera subliminale, il vero scopo dell’incontro. I figli quindicenni delle due coppie hanno commesso qualcosa di imperdonabile: Michael e Rick hanno picchiato e ucciso una barbona mentre ritiravano i soldi da un bancomat. L’esecrando gesto è finito in rete e i quattro genitori hanno paura per il futuro dei figli e per il loro. Paul si sente responsabile, vede crescere nel figlio il germe della sua stessa violenza. E qui l’autore è veramente maestro nel gioco di continui flashback che inframmezzano la cena. Claire è disposta a proteggere il figlio a ogni costo, nello stesso modo in cui ha protetto Paul, nel corso di tutta la loro vita, con animo materno, quasi anche lui le fosse figlio.
Il romanzo, di pagina in pagina, si tinge dei colori di un raffinato e crudelissimo thriller. E, anche se potrebbe apparire un discorso assurdo, è proprio questa crudeltà a incantarci, perché condotta da Kock con la stessa subdola sapienza che avevamo rilevato, a suo tempo, in un film come Arancia meccanica (e da La cena è stato tratto a sua volta I nostri ragazzi diretto da Ivano De Matteo e presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia con un cast di tutto rispetto: Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova),
UN VENTAGLIO di interrogativi si apre davanti ai nostri occhi. Inevitabile chiedere a noi stessi di che cosa saremmo capaci per proteggere i nostri figli e le persone che ci stanno a cuore. Fin dove può arrivare l’amore e la protezione dei parenti quando un figlio ha commesso un atto criminale, un gesto che potrebbe rovinare per sempre il suo destino?
Koch non esprime giudizi, non condanna, non assolve, sembra un convitato di pietra a quella tragica cena, seduto al fianco dei suoi personaggi, lasciando a noi, in un romanzo con finale a sorpresa, l’amara considerazione che ai giovani basti dimenticare, non parlare delle loro male azioni, come se i fatti non fossero accaduti-
Autore televisivo, giornalista e romanziere, il sessantunenne scrittore olandese, con questo romanzo, silenzioso dramma contemporaneo che sfocia nel raffinato noir, in pochi mesi ha venduto in patria 250 mila copie. E non dubitiamo che riceverà alti consensi anche in Italia, da parte di lettori dal sottile palato.

Grazia Giordani
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6 responses to this post.

  1. Libro di alta qualità

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  2. Posted by annamaria49 on 9 ottobre 2014 at 18:48

    Trama interessante che pone degli interrogativi. Un libro di qualità che terrò da conto, cara Grazia, e del resto come non potrei, dopo aver letto la tua recensione accattivante ed esaustiva.
    un abbraccio
    annamaria

    Rispondi

  3. Ben tornata Grazia. Era molto che non leggevo una tua recensione.
    Se tu lo giudichi interessante, sono certo che lo è veramente.
    A presto e un grande abbraccio
    GP

    Rispondi

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