La sarta di Mary Lincoln

LA FIRST SARTA

Elizabeth Keckley, ex schiava che confezionava corsetti alla Casa Bianca, è la protagonista di «La sarta di Mary Lincoln»

Leggendo La sarta di Mary Lincoln (393 pagine, 18 euro) di Jennifer Chiaverini, che Neri Pozza porta ora in Italia nella bella traduzione di Maddalena Togliani, abbiamo l’impressione di compiere un delizioso viaggio nell’America dell’Ottocento, accolti nella casa del presidente Lincoln. E sarà Elizabeth Kekley – ex schiava e sarta della White House – a regalarci l’atmosfera e gli u-mori di quel tempo, filtrati dal suo acuto sguardo.
Questa singolare figura di donna scrisse un libro di memorie che suscitò discussioni e scandalo nell’intera nazione. L’autrice del raffinato romanzo ci fa entrare dunque dentro il vissuto di un donna di colore che lottò senza tregua per riuscire a dare al figlio la possibilità che a lei era stata negata: l’accesso allo studio. Il lavoro senza risparmio aveva permesso a Elizabeth di pagare la sua liberazione e di trasferirsi a Washington.
Lì avviene in pieno la sua affermazione di artigiana di alto valore, specialista di elaborati corsetti, fino a giungere alla conquista dell’ammirazione e della fiducia della first lady («Elizabeth era stata accolta dall’élite nera di Washington in virtù della sua grazia e dignità naturali, dei suoi contatti altolocati in quanto habitué della Casa Bianca e, ironicamente, della prestigiosa famiglia di appartenenza tramite il padre ed ex padrone, il colonnello Armistead Burwell. Cercò di convincere con tatto la first lady ad ingraziarsi l’alta società. Mentre cuciva per le alte clienti, aveva colto segnali favorevoli: alcune delle dame si mostravano inclini verso Mrs Lincoln».)
Non solo, quindi, sarta ufficiale della White House, ma anche fine diplomatica nel tortuoso mondo femminile dell’epoca, Elizabeth imparerà a conoscere i tic e le stranezze della prima signora d’America, sapendole essere amica con tutto il cuore, vera confidente delle sue malinconie e dei suoi dolori grandi come la perdita dell’adorato figlio e l’assassinio del marito.
A fianco della storia domestica dell’amicizia insolita tra l’iraconda prima signora d’A-merica – vittima anche di isterie – e la coraggiosa e creativa schiava liberata, si snoda la storia del tempo dall’elezione di Lincoln fino al suo assassinio. Saremo toccati dal clima del tempo che cavalca temi caldi quali razzismo, libertà, feste di società, complotti, malevolenze – che ci fanno meditare su come tutto il mondo, in maniera più criptica o manifesta, in fondo sia paese – per giungere all’omicidio di Lincoln, punto cruciale nell’ottica della storia americana.
Chiaverini ha saputo dribblare con levitas il rischio di cadere nelle sdolcinatezze da «soap opera». Verità e verosimiglianza si integrano sapientemente in queste pagine piacevoli che ci fanno guardare all’indietro, speranzosi nel futuro, toccati da una storia che fa anche sperare nella democratizzazione di una società che sappia anteporre il caldo valore di una vera amicizia, al gelo di un’arida etichetta.

Grazia Giordani

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3 responses to this post.

  1. Raffinato romanzo

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  2. Ne avevo letto qualcosa ma non lo trovavo convincente. La tua recensione suscita in me curiosità. Chissà se troverò il tempo di acquistarlo e leggerlo.
    Serena notte a Spina.
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

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