Allucinazioni

Chi è rimasto affascinato da Risvegli di Oliver Sacks, dove il grande neurologo descrive con rara umanità l’esperienza di venti pazienti sbalzati dalla notte encefalica verso le tribolazioni e le meraviglie del risveglio, causato da un prodigioso farmaco, ritroverà lo stesso ammaliante piglio narrativo nel suo nuovo saggio verità, Allucinazioni (Titolo originale Hallucinations, Adelphi, pp.325, euro 19, traduzione di Isabella C. Blum), in cui il neurologo scrittore percorre in luoghi ed epoche diverse lo stato mentale che ha prodotto fenomeni allucinatori, assumendo valenze diametralmente opposte.  E ci confida i suoi stessi esperimenti giovanili (‹‹Ci dedicavo i week end negli anni Sessanta: un po’ di anfetamine , un po’ di Lsd e una spruzzata di cannabis. Ho visto capolavori cromatici che nemmeno Giotto aveva mai realizzato. Poi ho smesso per non diventare tossicodipendente››. E meno male – pensiamo noi – che ha prevalso il buonsenso sulla curiosità scientifica, pur consapevoli del fatto che lo stesso Freud aveva assunto oppio per controllarne gli effetti e che penne eccelse come Baudelaire e Poe avevano dato il meglio della loro produzione artistica sotto l’effetto di stupefacenti. Lo scienziato sembra chiedersi se l’arte, il folklore e persino la religione – osservazione, quest’ultima, a nostro avviso abbastanza azzardata –  siano frutto di allucinazioni.  Sacks sembra condurci quasi per mano dentro il vissuto di personaggi famosi come gli scrittori Levis Carrol, con sosta speciale nelle pagine dedicate a Dostoevskij che fornì a suo tempo per iscritto le allucinazioni derivategli dall’epilessia, un tempo considerato ‹‹male sacro›. (‹‹E io ebbi la sensazione che il cielo fosse disceso sulla terra e mi  avesse inghiottito e in verità giunsi a Dio e fui da lui penetrato››. Molti personaggi dostoevskijani saranno colpiti da allucinazioni epilettiche da L’Idiota  a I Fratelli Karamazov, poiché è fatale che la letteratura divenga spesso specchio della vita. Dalla sua esposizione di motivi che possono portare all’allucinazione Sacks omette di proposito quelle connesse con la schizofrenia e altre sindromi psichiatriche, concentrandosi piuttosto sulle psicosi organiche, transitorie, legate talvolta al delirium tremens e – come abbiamo già visto – all’epilessia o all’assunzione di droghe. Intento primario del neurologo ci sembra essere quello di rassicurare coloro che hanno avuto allucinazioni e temono di essere pazzi. L’acuto studioso delle anomalie del nostro cervello, non sempre sintomi di follia, dissente dall’uso moderno di far scomparire dagli ospedali la descrizione accurata della storia clinica dei pazienti cronici, atta a far comprendere il vissuto di queste persone. Pregio del saggio è, infatti, oltre alla chiara ed elegante scrittura, anche quello di presentare individualmente i pazienti di cui ci parla con grande umanità, senza depauperarli mai delle loro caratteristiche, attento all’animo e alla sensibilità delle persona che ci presenta. Capitolo dopo capitolo entriamo dentro un caleidoscopico mosaico delle più impensabili allucinazioni: esperienze uditive, visive, tattili, olfattive, sensazione di abbandono del proprio corpo o di possesso di un arto fantasma (tipico degli amputati). Si è particolarmente colpiti dalle allucinazioni estatiche, mistiche, filosofiche, descritte con tanta chiarezza non aliena da colti rimandi letterari che ci riportano al già citato Dostoevskij ,a Nabokov e Proust. L’Autore, interrogato su quali consolazioni traesse dalla vita, visto che sembra ridurre il nostro cervello al solo frutto di combinazioni chimiche, ha risposto: ‹‹Io traggo le mie gioie dalle espressioni della cultura umana, la musica in particolare: quella di Mozart mi trasporta e penso che sia paradisiaca. Anche la scienza mi dà alcune soddisfazioni. Però non credo nell’immortalità e penso che, se esistesse, farebbe un grave danno al genere umano. Io mi accontento di vivere ancora qualche anno in buona salute, per provare ancora le mie gioie, e poi togliere il disturbo››.

Grazia Giordani

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5 responses to this post.

  1. Imperdibile !

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  2. Non lo so se sia imperdibile. Di certo mette curiosità e la tua recensione l’acuisce.
    Un viaggio nelle psiche umana tra esperimenti e descrizioni pare affascinante come certi film dove la macchina da presa esplora il nostro corpo.
    serena serata
    Un grande abbraccio
    Gian Paolo

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  3. Serena tarda mattinata con abbraccio
    grazia

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  4. Ecco per me è anche imperdibile la tua presentazione, cara Grazia, leggerti è sempre coinvolgente. Le allucinazioni sono frutto di un disagio interiore e sono frutto di farmaci esasperanti. L’abilità dell’autore sta nel mettere su carta tali stati d’animo, tali mortificanti sofferenze. Ho un ricordo di una signora epilettica, era una vicina di casa di mia madre, quando aveva gli attacchi viaggiava in un mondo tutto suo e aveva comportamenti che un po’ atterrivano per le strane manifestazioni e la voce cavernosa.
    Grazie cara, ne terrò conto.
    Buona serata.
    con affetto
    annamaria

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