L’isola stregata

L’isola stregata

Parlavano di un’isola fatata, anzi stregata, che appariva e scompariva, a seconda della piena del fiume. Dicevano che fosse incorniciata d’azzurro, come se un’aureola gigante l’attorniasse, protettiva, all’orizzonte. Non posso negare che m’incuriosisse. Adoro i misteri, le storie ambigue, mi piace la realtà sospesa, quella che confina con la metafisica e che non sapremo mai se è vera o sognata. Pioveva – quel mattino d’ottobre – proprio come piove spesso in quel mese di mezzo, nostalgico dell’estate, avviato verso il rigore dell’inverno. Dal cielo ferruginoso cadevano larghe gocce circospette, come se la natura si fosse messa, dubbiosa, in attesa di eventi più forti. Sembrava che volesse restare sulla porta a vedere come si mettevano le cose.

M’incamminai. Proseguivo lentamente, attenta a schivare le pozzanghere, imbarazzata dall’ombrello. Tutto era come sempre. Alberi spogli, erba appassita. Acqua che lambiva il pilone del ponte, appesantito da un traffico convulso, casette povere dai comignoli fumanti.
All’improvviso – dio mio, so già che non mi crederete, perché anch’io stento a credermi – all’improvviso, come una fatamorgana, l’isola si è stagliata all’orizzonte. Sembrava un fiore di madreperla, chiara, iridata, quasi trasparente. Cercai di scendere, cautamente, lungo l’argine. Scivolavo, ero tutta inzaccherata, ma non riuscivo a fermarmi, l’isola mi chiamava. Non potevo resisterle.
Caddi rovinosamente. Fui fermata da un masso contro cui sbattei il capo.
Mi trovarono svenuta. Mi salvò un cacciatore munito di cane ringhioso.
Non dissi nulla. Non gli rivelai il mio segreto. E ora, ostinatamente, sto mettendomi in cammino di nuovo, per cercare di rivederla. (g.g.)

 

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9 responses to this post.

  1. Un petit divertissement

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  2. Sarà piccolo come parole ma grande per come l’hai scritto.
    Un piccolo thriller dove la voce narrante insegue la sua fata Morgana, rappresentata da un’isola misteriosa che non tutto riescono a vedere.
    Veramente bella con un senso del mistero che galleggia a mezz’aria.
    Un abbraccio grande grande
    Gian Paolo

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  3. Persmack, a G.P. da grazia

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  4. Ipersmack, volevo dire . . .

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  5. Posted by wolfghost on 16 maggio 2013 at 14:41

    Non ho capito quello “1.” all’inizio… ci sarà un seguito? 🙂

    http://www.wolfghost.com

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  6. No, Wolf, è solo frutto della mia imperizia internettara . . .
    Abbraccio grande grande.
    grazia

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  7. Il contrasto molto riuscito fra la realtà tangibile e quella onirica. E sono entrambi descritte con la forza evocativa della poesia, anzi direi che sono soprattutto quelle pozzanghere, quelle larghe gocce circospette, l’imbarazzo di quell’ombrello, a colpire maggiormente la mia fantasia.

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