Le parole del nostro destino

Piove o fa freddo? È in agguato l’uomo del destino

IL LIBRO. Romanticismo con Beatriz Williams
Le coincidenze tra epoche diverse coniugate da fantasie metafisiche

17/09/2012

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Beatriz Williams

Chi ama la letteratura romantica, inoltre soffusa di mistero e di un certo afflato di metafisica, con Le parole del nostro destino di Beatriz Williams (titolo originale Overseas, Editore Nord, 468 pagine, 17,60 euro) è servito. L’autrice, laureata a Stanford, ha lavorato per anni come consulente per la comunicazione di diverse aziende, sia a New York che a Londra. Questo suo primo romanzo richiama alla mente il bellissimo film di Hichtcock La donna che visse due volte. «Non lo avrei mai scritto», spiega l’autrice, «se nel 1992 non avessi dovuto sostenere un esame di storia contemporanea, che ha acceso in me la passione per il periodo della prima guerra mondiale. In un certo senso, il personaggio di Julian è nato allora, anche se ci sono voluti molti anni prima di riuscire a dargli un volto e un nome. È successo nel luglio 2007, durante un incontro di giovani scrittori. All’improvviso, la sua immagine si è materializzata nella mia mente: era come se potessi vederlo, Julian, con i suoi capelli biondi e la divisa da ufficiale, che camminava per le strade della New York dei giorni nostri. Da quel momento, non ho smesso un secondo di scrivere e, dopo anni di fatiche e notti insonni, finalmente ho concluso la stesura del manoscritto. La strada però era ancora lunga: dovevo trovare un editore…» L’ha trovato e non solo in patria, la fortunata autrice, tanto che adesso il suo romanzo sta raggiungendo le librerie di tutto il mondo. Siamo in Francia, ad Amiens, nel 1916. Intravediamo Kate, una donna in attesa fuori dalla cattedrale, sotto la pioggia. Tra gli oranti rifulge la figura del capitano Julian Ashford, l’uomo per cui ha sacrificato tutta se stessa e che non rivedrà mai più. Il bel capitano troverà la morte in trincea. Ma l’ostinata Kate si trova lì con il proposito di «riscrivere il loro destino». New York, oggi. Incurante del gelo, una donna è in attesa davanti alla porta di Julian Laurence: deve consegnargli documenti urgentissimi, sebbene sia la vigilia di Natale. La loro conoscenza è avvenuta da pochissimo tempo, eppure l’uomo si comporta come se l’aspettasse da sempre, soprattutto amandola da sempre. Contraccambiare quell’amore sarà un atto spontaneo. Chi avrebbe resistito? Julian è il fascino fatto uomo, per classe, passione e, non ultimo motivo di charme, per favolosa ricchezza. La vita si trasforma in un paradiso. Ma, c’è sempre un ma che fa ridestare dai sogni. Spunta un libro: la biografia di Julian Ashford, un corposo tomo corredato di foto e lettere scritte dal celebre poeta-soldato durante la prima guerra mondiale. Kate — sì, la donna è proprio lei e non ha dubbi che lui sia proprio lui — prende sempre più consapevolezza che quel libro sta per segnare il loro destino. La soluzione del metafisico mistero l’affidiamo alla curiosità del lettore.

Grazia Giordani

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12 responses to this post.

  1. Per chi ama la letteratura romantica condita di vis metafisica

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  2. Irresistibile trama, cara Grazia. Il romanticismo, io lo adoro se poi è condito da coincidenze è ancora più accattivante. Credo che questa scrittrice abbia tutti i requisiti per coinvolgere il lettore. Grazie per questa segnalazione, felice serata.

    con affetto
    annamaria*

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  3. Credo che dopo la tua presentazione non potrò fare a meno di leggerlo, trovo certi argomenti irresistibili.
    Grazie per il tuo passaggio da me nonostante la mia latitanza, diversi problemi mi tengono lontana dal web, spero in po’ di respiro durante l’autunno.
    Un abbraccio.

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  4. Al momento mi sto orientando verso i film romantici. Ma se la lettura del libro la consigli tu, di sicuro, ci si può andare ad occhi chiusi (da riaprire solo tra le pagine).
    Un sorriso per la giornata.
    ^__^

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  5. Cara Grazia, la letteratura romantica di certo non è nelle mie corde, ma le tue recensioni riescono ad accendere l’interesse di ogni lettore… e alla fine dell’articolo perfino il più reticente viene tentato…
    un abbraccio

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    • Anch’io, Maria, prediligo altro genere.
      Comunque, per dovere di recensore, cerco di mettere in luce il buono dove c’è, stroncandone – con moderazione – l’assenza, quando proprio l’opera non vale.
      Ci sono, comunque, anche opere di vena romantico-gotica che mi hanno appassionata nei miei anni giovanili: vedasi i romanzi delle sorelle Bronte.

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      • Lo so che prediligi altro, per quello sottolineavo la tua bravura…
        le sorelle Bronte piacciono anche a me! oddio non sarò una romanticona sotto mentite spoglie? un bacio

  6. non mi sorprendo più del tuo recensire, del tuo arguto dire-non-dire che coinvolge appieno il lettore e lo incuriosisce proprio ben bene.
    porgi la trama in tutta la sua complessità, eppure non riveli che l’essenziale.
    e non è facile riassumere senza rischiare di dire troppo o troppo poco.
    tu sai esattamente come.

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