Chi legge al caffè

Chi legge al caffè

TENDENZE. Un libro al tavolino, magari in compagnia dell’autore

Il caffè letterario: grande tradizione che vive in ambienti storici ma è reinterpretata da bookstores e nuovi imprenditori culturali

30/12/2011

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Claudio Magris al caffè San Marco di Trieste FOTO DE MARCO

In un’epoca in cui la vita scorre sui binari della fretta e il libro da cartaceo tende a farsi anche telematico, come se la gente non ne amasse più il profumo e il fruscio della carta sotto le dita, sembrerebbe anacronistico parlare degli storici caffè letterari. Tanti sono scomparsi o reinventati come ristoranti — che nostalgia per il caffè Dante di Verona, dove Emilio Salgari tenne a battesimo il suo Sandokan! — Ma i superstiti tengono botta (chi non conosce il Pedrocchi di Padova?) a partire da Trieste che ne conta ben quattro, Tommaseo in testa, dove si poteva incontrare Fulvio Tomizza, in un tavolino appartato, a vergare fogli con la sua minutissima, illeggibile scrittura. Al caffè San Marco tuttora legge e scrive Claudio Magris, mentre si è aperta la corsa per riaprire il caffè degli Specchi, amato da Joyce e da Svevo
La bandiera della tradizione è tenuta alta dalle Giubbe Rosse di Firenze, il caffè chic e aristocratico, teatro anche di una memorabile rissa fra vociani e futuristi, che fu frequentato da Montale, Luzi, Landolfi, Campana. Attualmente è condotto dal rodigino Massimo Mori; presentarvi un romanzo, come capitò a chi scrive qui per voi, ” Signora a una piazza”, conserva il sapore di una consacrazione. Ma la tendenza a vendere libri con il caffe, e viceversa, viene riscoperta anche nel marketing delle grandi catene editoriali: è il caso, per esempio, delle librerie Feltrinelli, che hanno stretto alleanza dei loro bookstores, l’ultimo a Verona, con l’antica focacceria San Francesco. «È un pilastro della ristorazione palermitana e faro del movimento anti-pizzo», spiega Paolo Soraci dell’ufficio stampa Feltrinelli, «che rinasce come operatore “glocal” nelle nostre librerie. Con una proposta di menù che non dimentica le origini (non mancano i meravigliosi cannoli), lo chef Davide Castoldi reinterpreta la grande tradizione gastronomica italiana, partner della Feltrinelli per la gestione di bistrot e bar all’interno di librerie e megastore in tutta Italia».
LA STRADA è battuta anche da piccoli imprenditori, con risultati sorprendenti in un mercato, come quello dei libri, da anni in crisi. È il caso del giovane Gilberto Moretti che ha aperto il caffè lettario l’Antica Rampa a Badia Polesine, un centro della pianura rodigina che non supera i diecimila abitanti. Un’idea che poteva sembrare temeraria è che è stata premiata dal successo. «Provengo dal mondo dell’associazionismo», dice Moretti, «e ho compreso che fare impresa nel mondo della cultura poteva essere un investimento». Fiero di «poter offrire un servizio socialmente utile», il caffè-libreria raccogliere a pochi mesi dall’apertura visitatori e clienti di tutte le età, con l’ausilio anche della piattaforma di facebook che lo fa conoscere anche fuori provincia. Ed ecco nelle sale a — tre piani di un antico edificio che conserva nel seminterrato i resti della medievale “Porta de Mezo”, atta a presidiare l’antica cittadella, attraverso un ponte in pietra di un’antica rampa da cui il caffè letterario mutua il nome — arrivare autori che «tirano» e fanno vendere libri, come Andrea Molesini (Premio Campiello 2011), Pietrangelo Buttafuoco che presenterà qui il suo romanzo “Il lupo e la luna” o il grande cattedrattico, scrittore di pregevolissima penna Franco Cardini, che ha affollato il caffè fino a tarda notte, evocando “Il turco a Vienna”. Gilberto Moretti inframmezza, con intuizione, alle grandio firme nomi di giovani di fascino intellettuale, come il marchigiano Cesare Catà che con la sua “Follia in Shakespeare” ha incantato una platea di tutte le età. Sfogliare un libro al tavolino, rifocillarsi ben serviti e senza fretta, leggere riviste e quotidiani italiani e stranieri. Era la grande tradizione del caffè, un’invenzione settecentesca veneziana che abbiamo esportato nel mondo. La novità è che si può reimportare. Funziona ancora.

Grazia Giordani
pubblicato il 30/12/2011 in Arena, Giornale di Vicenza e Bresciaoggi
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19 responses to this post.

  1. Finalmente è uscito il mio pezzo sui Caffè Letterari.
    Ancora auguri belli da grazia

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  2. Non so il perché ma questo pezzo mi ricordavo d’averlo letto. Ma lo rileggo volentieri e lo ricommento altrattanto volentieri.
    I caffè letterari sembrano una razza in via d’estinzione come i vecchi dinosauri. Però in questa società dove prevaleve l’effimiero e il virtuale rimangono una realtà che cerca di sopravvivere alle traversie economiche, al volgare imperante.
    L’esempio del tuo concittadino che controcorrente apre un caffè letterario dovrebbe essere seguito da altri. Personalmente sono convinto che coniugare cappuccino con brioche e un libro è quanto di più stimolante ci possa essere.
    Di nuovo un buon 2012
    GP

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  3. Sì, GP. Lo hai letto nella versione on line, postata nel blog. E ora, un po’ modificata, come spesso avviene, in quella nei tre quotidiani cui collaboro.
    Grazie della tua graditissima attenzione.
    Abbraccio.
    g*

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  4. Posted by annamaria49 on 3 gennaio 2012 at 17:40

    Cara Grazia, anch’io ricordavo di averlo letto, ma oltre che modificato lo trovo anche ampliato e più particolareggiato, quindi senz’altro più interessante.

    Spero tu abbia trascorso un buon fine d’anno e inizio anno nuovo, io dopo aver momentaneamente sospeso con il pc, oggi sono tornata ad occuparmene con gioia.
    Nuovamente buon anno, cara amica.
    un abbraccio
    annamaria*

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  5. Bello ed esaustivo!
    Pensa che io su Splinder aprii un blog con quelli che consideravo i migliori scrittori della piattaforma e lo chiamai… Caffè Letterario (bistrot a Pigalle) 🙂
    Un caro abbraccio*

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  6. Posted by Sara on 3 gennaio 2012 at 20:45

    Sono apppena tornata e giusto in tempo per congratularmi con te per il pezzo e per la rinascita dei caffè letterari. Un abbraccio e tante buone cose per l’anno nuovo.
    Sara

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  7. qui nei paesi toscani è una consuetudine sedersi al tavolino e mettersi a leggere. I bar sono punti di ritrovo, accoglienti e piacevoli.
    Bell’articolo Grazia, tu non ti smentisci mai!
    Ti mando un abbraccio grande e che questo 2012 sia fantastico sotto tutti i punti di vista

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  8. bell’articolo! ” Caffè lettrari” una cura per il palato e per la mente, alla fine arrivano al cuore:-)

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  9. Posted by elis19mr on 5 gennaio 2012 at 09:13

    Buon nuovo anno Grazia, magari sedute, tu ed io, allo stesso tavolino di quel Caffè Cafee di storica memoria.
    Bello questo post, vale come auspicio di nuove letture per tutto il 2012.

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  10. Mi piacciono i caffè letterari, mi piacciono i nuovi locali dove accanto al cibo per il corpo trovi quello per la mente. Mi hai fatto venire in mente “il bicerin” di Cavour, locale e bevanda preferita dal fautore dell’unità italiana, il caffè lo facevano arrivare da Venezia e come accompagnamento c’erano i biscotti alcuni dei quali dai nomi evocativo: democratic, torcet, savoiardin, parisien, garibaldin…buon anno!

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  11. Che piacere rivederti, Vera!
    Abbracciogrande.
    g*

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  12. Credo che non solo questa tradizione non morirà, ma che anzi presto prenderà di nuovo vigore 😉
    I segnali del resto, come te stessa scrivi, ci sono già 🙂

    Ottimo articolo! Certamente i tuoi lettori, su carta stampata o video, ne saranno contenti! 🙂

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